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Su con la vita. Ci sono molti buoni motivi per credere che non tutto è stato inutile. A cominciare da questi. 1) Perché anche se la pace ha perso, il miracolo cè stato. Alzi la mano chi, sei mesi fa, avrebbe previsto dalla nostra parte un tale che odia i preservativi, le coppie di fatto, la scuola laica. E non si chiama Moratti. 2) Perché abbiamo visto uno di quelli che mettono sul portone di casa la targa Attenti al cane. E al padrone che pure ha messo sul balcone la bandiera della pace. Neanche il papa ci ha stupito così tanto. 3) Perché anche Ghandi, di fronte alla domanda "Voi pacifisti che cosa avreste fatto per evitare la tragedia degli ebrei nei lager?" non seppe cosa rispondere. Ma è mille volte meglio non trovare risposte che averne sempre una pronta per tutto. 4) Perché a quelli che vi fanno la stessa domanda fatta a Ghandi ogni tanto è giusto rispondere: "Quantomeno non saremmo diventati suoi alleati come avete fatto voi fascisti di merda!" 5) Perché anche se la pace ha perso, loro non hanno vinto. Pretendere di combattere il terrorismo con una tattica che si chiama "colpisci e terrorizza" è un controsenso talmente evidente che non serve spiegarlo nemmeno a Schifani. 6) Perché abbiamo visto in tivù una manifestazione di pace a New York e cera un grande striscione con scritto Not in our name e tanti americani che ballavano, cantavano e pareva di vedere Hair. Di fronte a questi americani, chi sono gli antiamericani? 7) Perché per quante porcherie ci toccherà vedere in questi e nei prossimi giorni, stavolta almeno non ci sono Coccioloni. E scusate se è poco. Invia questo pezzo a un amico (o a un nemico)
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