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Ho visto cose che voi umani: La quadratura del triangolo

26 settembre 2002
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La storia è questa: un quarantenne vicentino, incapace di scegliere tra moglie e amante, le convince a vivere in tre nella stessa casa e nello stesso letto. "Avrei potuto tenere in piedi le due relazioni come fanno tantissimi uomini - spiega loro - ma sono onesto, serio e voglio bene a entrambe. Proviamo a vivere assieme. Non è meglio per tutti?".
La storia va avanti per cinque mesi, finché la moglie si confida con un’amica. Questa, inorridita, coinvolge la sorella in una lunga opera di convincimento: sei pazza, ti prende in giro, è un porco, non si fa così, eccetera eccetera. Risultato: lei tronca la relazione e chiede il divorzio. Con molti rimpianti però: "Perché mio marito - spiega all’avvocato - mi voleva davvero bene ed è stato onesto".
Decidete voi se questa storia, scoperta e pubblicata dal Giornale di Vicenza, ha il suo lieto fine.
Noi vogliamo solo proporre tre finali alternativi.

finale uno
L’amante si confida con un’amica. Questa inorridisce: sei pazza, ti prende in giro, è un porco, non si fa così con un’amante. Risultato: l’amante tronca la relazione e lascia marito e moglie, soli e disperati.

finale due
La moglie non si confida con l’amica rompiballe ma con una vecchia fricchettona che le fa ascoltare David Crosby, già cantore del triangolo affettivo. La moglie si rincuora. E vissero tutti felici e contenti.

finale tre
Le due donne accendono la luce nel bel mezzo di una notte di fuoco e scoprono che l’uomo non è in realtà un uomo. È una donna come loro! È il finale più logico, in un’epoca in cui gli uomini raramente si prendono la responsabilità di una decisione coraggiosa.


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