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Vergogne indelebili: la stagione 2001/2002

L'ennesima farsa degli Amatori Settecà: il girone d'andata

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Prima giornata
Centro 93 - Amatori Settecà 3-0
Inutile nascondersi dietro a un dito. La colpa della sconfitta va divisa tra:
• il campo di Polegge, piccolissimo e senza un filo d’erba, che ci impedisce di esaltare la nostra manovra di ampio respiro;
• l’arbitro, che ci fischia vergognosamente contro una rimessa laterale a metà del primo tempo;
• la sfortuna, che ci perseguita probabilmente perché siamo belli, ricchi e amati dalle donne.
Sono perciò assolutamente inconsistenti e infondate le voci disfattiste che imputano la sconfitta alla disposizione tattica a zona, imposta dal preparatore atletico dopo settant’anni di marcatura a uomo.
Dopo aver nettamente dominato ed essere stato a lungo in vantaggio, il Settecà perde proprio in extremis e solo per un soffio.

Seconda giornata
Longobarda - Amatori Settecà 3-1
La sconfitta ha molti padri, ma con questa ribaltiamo la tendenza demografica del Paese.
a) giochiamo di nuovo in trasferta e di nuovo a Polegge (probabilmente chi stila il calendario è lo stesso che lavora per la serie A).
b) Martino e Oscar, cioè l’età del Dio Serpente in due, sono esordiente totali. Avendo giocato solo in categoria, nulla sanno del non-gioco del Csi e tentano numeri assurdi quali passaggi di prima, dribbling e addirittura triangoli!
c) Il Dio Serpente è l’ombra di se stesso. E siccome l’ombra di un ombra non esiste, non esiste nemmeno lui. La palla lo attraversa come un ectoplasma.
d) Ino sbaglia sedici cross di fila. Quando imbrocca il diciassettesimo, si accorge che in mezzo all’area non c'è andato nessuno. Segue lunga discussione molto costruttiva (per gli avversari).
d) la sfortuna ci perseguita, probabilmente perché siamo belli, ricchi e amati dalle donne, che ci ostiniamo a trascurare per questa farsa.
Sono perciò assolutamente inconsistenti e infondate le voci disfattiste che imputano la sconfitta alla disposizione tattica a zona, imposta dal preparatore atletico dopo settant’anni di marcatura a uomo.

Terza giornata
Pasticceria Elisir - Amatori Settecà 1-1
In vantaggio con un gol di testa di Stambecco, centravanti celebre per aver inventato il dribbling-dritto (lui avanza ondeggiando come Azzurra, ma la palla va sempre dritta: al difensore basta stare fermo per riconquistarla), gli Amatori si fanno raggiungere su una dormita clamorosa.
Avrebbero l’occasione di vincere, con un calcio di rigore nel finale obiettivamente inesistente. È per questo che il rigorista, uomo dall’indiscutibile dirittura morale, lo sbaglia calciandolo abilmente sul palo.
Ma non è questo il fatto singolare di questa partita (né il fatto che il rigorista e chi si scrive sono la stessa persona): la notizia è che il pubblico del Settecà è composto da Antonio Graziani e figlio Enrico. Graziani non è solo uno dei migliori clarinettisti d’Italia: è uno dei peggiori intenditori di calcio, e perciò ha una sensibilità fuori dal comune per cose che a noi intenditori sfuggono.
Racconterà Graziani che gli avversari, udendoci parlottare prima dell’inizio, sono rimasti intimoriti dalla nostra dialettica in perfetto italiano (esempio: “Astorino: stai rigorosamente sull’uomo, rilancia solo verso le fasce e soprattutto mantieni la calma”). E noi che abbiamo sempre ragionato secondo l’equazione: più dialetto stretto e incomprensibile = più qualità di gioco, affrontando novantanove partite su cento in netta inferiorità psicologica!
Si aprono nuove prospettive.
N.B.
Dopo settant’anni di marcatura a uomo e due partite a zona, si torna alla marcatura a uomo. Ma il mister rincuora il preparatore: “È una cosa temporanea: fra altri settant’anni riproviamo”.

Quarta giornata
Amatori Settecà - Sant'Agostino 1-0
Per l’esordio casalingo contiamo su una bellissima giornata di sole, una preparazione atletica che ha raggiunto l’apice e soprattutto sulla nuova posizione di Giulio, strategicamente appostato sul tetto del cimitero con la videocamera nuova. Si raggiunge così un duplice obiettivo: scatenare la vanità degli Amatori e tenere lontano dal campo l’uomo in più per gli avversari.
La partenza è così focosa che dopo cinque minuti abbiamo collezionato più palle gol che in tutta la scorsa stagione (chiaramente senza finalizzarne nessuna).
L’incredibile forcing è interrotto dall’infortunio del miglior avversario, che sbatte il ginocchio sul muro di cinta dopo uno sgambetto fortuito di Martino. Ma neanche mezzora di sospensione in attesa dell’ambulanza convincono gli avversari a cominciare a giocare.
Alla fine, a furia di buttare palle in avanti, una strepitosa girata del Serpente porta agli Amatori la prima vittoria.
All’ultimo minuto Franzo, già decisamente sovrappeso, fa una paratona d’istinto con cui ingrassa di altri altri venti chili.
Convinto di filmare l’ennesima sconfitta, Giulio si rifiuterà di mostrare le prove della vittoria sostenendo che “non è venuto fuori niente”. Quando vinciamo, siamo irreali come i vampiri davanti allo specchio.

Quinta giornata
Salin Longare - Amatori Settecà 3-1
Non è la sconfitta che fa male in queste partite, ma tutto il resto.
Cominciamo dagli spogliatoi: saranno almeno cinque metri per cinque, con un appendiabiti per ciascuno. Vergognoso! Abituati a cambiarci seduti uno sull’altro in pollai e sgabuzzini, non troviamo il giusto affiatamento pre partita. Le docce poi hanno un locale tutto per loro e c'è perfino acqua calda. Così in campo ci si rammollisce: non è più necessario uscire paonazzi per affrontare la doccia ghiacciata che ci ripulirà dal fango. Ma quale fango? Il campo è interamente coperto d’erba, una vergogna, ed è così largo che Silvio non riesce a mettere in area neanche una palla quando batte un corner. Gli avversari infine, infami, giocano proprio a calcio, e fanno anche più di quattro passaggi di fila. Sono cose che fanno male al calcio e che non vorremmo mai vedere.
Eppure andiamo anche in vantaggio, con un gran gol dal limite. Immediatamente però, torniamo a giocare seriamente: schiacciati in difesa, sbraitando tra noi e buttando palloni in avanti. Gli avversari pareggiano sbagliando un cross (prima cappella gigante del portiere-per-forza Franzon), vanno quindi in vantaggio meritatamente, segnano il tre a uno in contropiede nel finale.
Grande l’arbitro, che fischia a suo totale piacimento, ma sorride sempre, ha la mascella da John Wayne e di calcio ci capisce uguale.

Sesta giornata
Amatori Settecà - Selecta Montegalda 1-0
Loris Capraro è il nostro centravanti da quattro anni. Fisco invidiabile, ha stacco di testa, tiro, scatto, forza, difende bene la palla e segna a raffica in allenamento. Un po’ meno in partita: sessanta gare ufficiali, zero reti. Un perfetto uomo Settecà.
Quando, dopo un minuto di gioco, gira in rete un casuale cross di Ino, non ci crede nemmeno lui. “Cazzo, che culo!”, si complimentano i compagni. “Fanculo bastardi” li ringrazia lui.
Il resto della gara si può riassumere in un palo clamoroso degli avversari e la solita grande tattica difensiva: rilanci nel cimitero finché non finiscono tutti i palloni.

Settima giornata
Setaf Lions - Amatori Settecà 0-3
Il problema più grande, giocando nel bellissimo impianto della caserma Ederle in pieno allarme antiterrorismo, è far entrare indenne il nostro centravanti di confusione Stambecco, detto Osama per la sua scarsa propensioni all’allineamento con il pensiero dominante. Nascosto nel cofano di un auto assieme alla sua barba talibana, Stambecco riesce a passare i controlli della Polizia Militare. Una volta in campo, ironia della sorte, mostrerà le caratteristiche di un perfetto americano: passione sfrenata per un gioco a lui estraneo.
Gli yankee sono quelli di sempre: fisici da marines, fiato da vendere e un furioso tambureggiare senza costrutto. Basterebbe stare calmi per vincere in scioltezza. Per questo dopo neanche dieci minuti Astorino e Garzotto - collo rigonfio e occhi fuori dalle orbite - si urlano insulti irripetibili; Franzon, totalmente allucinato, grida “Portalo fuori, buttala viaaa” a chiunque capiti per caso dalle parti; l’intero centrocampo (centrocampo?) vaga senza meta inseguendo ora un afroamericano, ora un ispano, ora un italiano infiltrato, senza mai prendere nessuno.
Nella ripresa entra Oscar, che per nostra fortuna è giovane e ha tutto il tempo di peggiorare ancora: segna alla prima occasione, mette la zampa nell’immediato raddoppio di Martino, segna di nuovo di testa.
Tre gol cosa volete che siano: li avevamo già fatti in un intero campionato, ma in una partita sola mai.
Insomma non è il caso di esaltarsi, anche perché la MP ci guarda con poca simpatia. Rimettiamo nel cofano Osama e torniamo a casa.

Ottava giornata
Spes Settecà - Amatori Settecà 2-1
E venne il giorno del derby. Un derby che gli Amatori aspettano sempre con ansia per una serie di motivi:
1) loro sono più giovani, belli e forti;
2) loro non pagano la quota d’iscrizione e noi 250 mila a testa;
2) loro hanno una muta invernale nuova e noi usata;
3) loro l’hanno comprata con i soldi della nostra quota;
4) loro hanno come presidente Giulio, che li vizia come dei lattanti;
5) loro non hanno come giocatore Giulio, che è purtroppo tesserato con noi;
6) dopo anni di umiliazioni, stavolta siamo a pari punti.
Ce n’è abbastanza per un derby rovente e carognesco.
Davanti a un pubblico mai visto (otto persone: Mimo, Picio, Caio, Baronchello, Tognazzi e una donna, che vale due), la gara è maschia ma corretta.
È davvero una gara alla pari: loro fanno tre gol in dieci minuti. L’arbitro, probabilmente impietosito, annulla il terzo gol per una discutibile carica su Franzon. Rincuorati, segnamo un golletto su corner e finisce il primo tempo.
Ripresa: loro scambiano - sei-sette passaggi di fila - e noi li rincorriamo come bestie salvando più conclusioni con tackle disperati, natiche, pance, guance, nasi, stampelle.
Quando abbiamo palla noi però, le cose cambiano: stavolta loro aspettano e noi scambiamo - un passaggio al massimo, perennemente sbagliato, giusto per loro, che possono così ripartire, tic e toc, tic e toc, tiro, schiene, natiche, pance e così via.
Nel finale rischiamo di pareggiare con un gran colpo di testa di Garzotto. Ma Eupalla, che ogni tanto butta l’occhio anche di qua, non può proprio sputtanare così il più bel gioco del mondo.

Nona giornata
Amatori Settecà - Maddalene 2-1
Si gioca in notturna, ed essendo metà dicembre il campo è una lastra di ghiaccio. Un incauto giocatore del Maddalene (ultimo in classifica, neanche una vittoria) chiede all’arbitro se si può rinviare. Viene squalificato a vita e scudisciato sul posto. Non lo sa che nella storia del Csi non c’è mai stata una sola partita rinviata?
Settecà - Carmignano nel 1996 si giocò dopo otto giorni di pioggia torrenziale. L’acqua arrivava ai parastinchi, ma questo è niente. Delle righe, obbligatorie, nemmeno l’ombra. L’arbitro disse: “Bah, le interpretiamo: fatemi almeno il dischetto del rigore”. Versammo una badilata di gesso, che galleggiò dolcemente alla deriva. “Vabbè, facciamo a occhio”. Finì zero a zero e ci divertimmo un mucchio.
La gioiosa notizia della vittoria è funestata da due episodi.
Uno: Giulio gioca.
Ahimè, siamo contati: Stambino bloccato dalla tendinite, Stambecco da una distorsione, Loris dal lavoro, Serpe da squalifica sportiva, Gherardo da squalifica della moglie incazzata perché non è mai a casa.
Due: Giulio segna.
E non di stinco, nuca, polpaccio, naso: segna proprio di piede-piede, il maledetto. Così ci tocca anche abbracciarlo e fargli i complimenti.
Chiudiamo un girone d’andata clamoroso: quattro vittorie, quattro sconfitte, un pareggio. Impensabile lo score casalingo: tre vittorie su tre.
I calcoli, nel dopo partita, si sprecano: anche perdendole tutte, ci sono buone possibilità di non arrivare ultimi.
Tanta è la gioia che il mister Fabio Cogo annuncia il blocco degli allenamenti almeno fino al 7 gennaio. Ci ritroveremo con un anno in più sul groppone, ma soprattutto con dodici chili da smaltire.


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