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Poche cose mettono tristezza come le immagini depoca dei Balilla, bambini in età da sbucciature che nel Ventennio imparavano a marciare gridando Viva Il Duce Che Ci Conduce.
Perciò invitiamo la redazione del Manifesto a chiedere scusa alla nazione per il servizio pubblicato allindomani della marcia della pace e firmato Ci. Gu. (Ciano Guleazzo forse?) che racconta la manifestazione dei bambini.
Ci rifiutiamo di credere che davvero esista Robert, 10 anni di Jesi, che nel pezzo, citiamo letteralmente - «regala una lezione di geopolitica dicendo: Credono che lIraq abbia armi di distruzione di massa, ma in realtà la guerra è per il petrolio.»
Tremiamo allidea che il povero Niccolò, 8 anni, di Prato, abbia veramente voluto mandare «un messaggio per Berlusconi: Non devi andare a fare la guerra».
Ma soprattutto, facciamo harakiri allidea che «cè chi è già emancipato, come Marta di Bologna, 6 anni, che ha partecipato alla manifestazione contro la legge della Moratti e ci tiene anche lei a mandare un messaggio a B.
In attesa di un Michele, 4 anni, disposto a fare da scudo umano, una liberatoria pernacchia al Manifesto e torniamo (almeno noi) a giocare con la Barbie e i soldatini.
pennarossa.it ©2003
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