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Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
gentili Amatori Settecà, mi chiamo Zilio, gioco in Terza categoria e ho un grosso problema da porvi. Siccome sono alto e grosso, ogni volta che cè una punizione contro sono il primo a finire in barriera. Sono dieci anni che prendo terrificanti bordate su muso, gambe, stomaco e soprattutto, scusate la parola, sulle balle, dove fa più male.
Sono praticamente il massimo esperto mondiale in materia: avendo ormai fatto scudo, col mio corpo, a quattromila punizioni, le ho provate tutte per organizzare unaccettabile difesa passiva: una mano sul naso e una sullinguine; una sullinguine e una sul naso; due sul naso e una sullinguine (quella di Struzzi, un compagno molto libertino).
Purtroppo non ho ancora trovato una soluzione decente. Perché non provate a risolvermi questo problema? Possibilmente in fretta, che tra due domeniche affronto Prattoni, uno che tira delle mine da fermo a 140 allora.
Rispondiamo a Zilio nel modo più esauriente possibile, passando la palla a tre specialisti: un allenatore, un preparatore atletico, un medico dello sport. Contiamo di dare così una soluzione a 360 gradi del problema.
Lallenatore: Carletto Mazzone
Carissimi lettori, una cosa ve sconsijo subbito: quanno ve mettete in barriera, nun ve sognate de mostrà le terga, le chiappe insomma, a li avversari. I giocatori mii li mortacci loro - nun lo facevano mai! Vedete, pure a loro una pallonata sulle chiappe c'avrebbe fatto meno male che sur li denti: però poi je avrebbe fatto peggio er carcio in culo mio!
A raga, parlammoce chiaro: aver strizza in barriera è na vergogna, robba da pippe. Er nemico se combatte co le palle, me spiego? Er lettore Zilio se deve sentì fiero: ogni pallonata è come se segnasse un gol. Perché er calcio è innanzitutto una sfida alla loggica. Come ve possono confermà i presidenti che ancora se ostinerebbero a farme contratti da centinaia de mijoni.
Il preparatore. Manlio Carturo, (Pochezza Alzignate, Eccellenza bresciana).
Lesatta formazione di una barriera è decisiva nellambito di un incontro. Come tale va preparata con la massima cura. Consiglio perciò di dedicarvi non meno di quattro allenamenti settimanali.
Dopo il tradizionale riscaldamento, si disponga una barriera di sette uomini. Altrettanti tiratori sceglieranno tra tre differenti opzioni:
- a) calciare molto violentemente contro il compagno della barriera in posizione speculare (metodo uno per uno, la scampa nessuno);
- b) calciare contro il compagno più antipatico (metodo Se te ciapo te copo);
- c) calciare la palla lontano e invitare con un mezzo inchino il compagno a danzare (metodo sette spose per sette fratelli).
Il terzo metodo, come ho sperimentato personalmente, non migliora la tecnica ma cementa lamicizia tra i giocatori.
Gli altri migliorano la tecnica, ma poi hanno cementato me, tra i muri dello spogliatoio. Evitate di fare falli e vedrete che della barriera ne farete a meno.
Il medico. Adolfo Katana (attualmente al Lambrettas Pordenone, Cnd).
Non vè dubbio che la miglior posizione in barriera sia quella cosiddetta egizia, ovvero di profilo.
Come risulta dalle più recenti ricerche americane, è lunica che mantiene al riparo i delicati organi del senso e della riproduzione.
Purtroppo la superficie del corpo risulta assai limitata e la posizione è dunque inefficace, fatto salvo - come risulta dalle più recenti ricerche francesi - quando i giocatori sono dotati di stomaco esageratamente dilatato, tipico di molti mediani dediti allalcol delle tre Venezie.
Ma non rassegnamoci: nonostante il corpo umano sia dotato di due soli mani, come risulta dalle più recenti ricerche tedesche, esiste un sistema che vi permette quantomeno di stabilire la priorità dei più delicati punti del corpo da proteggere.
Lho sperimentato personalmente, battendomi il corpo con il casco integrale di mio figlio, strumento che formalmente si avvicina molto a un pallone da calcio.
I miei risultati:
Ahi!, stomaco e occhi;
Haaargh!, denti e bocca;
Yaaaaauuuuh!, naso;
Iiiiiiiiiiiiiiih!, inguine;
Haauuoooiiiieeeeeh!, testa, colpita però dal non preventivato mattarello di mia moglie che, al grido di Tu sei pazzo, chiedo il divorzio, ha rischiato di vanificare lesperimento.
Seguite la stessa procedura e, una volta in barriera, saprete con certezza quali punti vi conviene proteggere.
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