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Trash test: mettiamoci una croce sopra

come risolvere i problemi in Italia: cancellandoli

3 novembre 2003
. Pregiatissimo popolo italiano,

chi vi scrive è un Disperato Immigrato Clandestino Extracomunitario, unico sopravvissuto dei trecentomila che pochi giorni fa hanno preso il mare per giungere da voi.

Vi scrivo con le ultime forze, aggrappato a un relitto, perché nonostante tutto mi siete simpatici e voglio darvi un consiglio. Se ci tenete al futuro, cominciate a considerare meglio il presente. Il vostro peggior difetto è la volubilità: sollevate migliaia di problemi senza mai affrontarne seriamente uno. Tutto questo vi sta portando alla rovina.
Vero è che, per il momento, sta portando alla rovina noi. E questa è la nostra storia.

Siamo partiti dalle coste africane all’indomani del caso del Barcone Fantasma. Questa terribile storia di naufraghi costretti a buttare in mare i morti prometteva infatti una grande speranza per noi: cinque giorni della vostra volubile attenzione. L’occasione che attendevamo da una vita.

Sappiamo che quando scoppia un caso la vostra passione è totale: perciò ci siamo messi in mare con ogni mezzo possibile, certi di arrivare sani e salvi. Avevamo visto giusto. Ai vostri telegiornali, editoriali, inchieste e speciali seguono sempre interrogazioni e indignazioni, comiche e polemiche, scuse e accuse. Ma anche una mobilitazione in grande stile. Il vostro mare si è riempito come per incanto: sommergibili e dirigibili, vedette e veline, premesse e promesse, soldati e soldatesse, militari di leva e militanti di carriera, due di picche e re di denari. Si sono animate destre e sinistre, centri e centravanti, concerti solidali, sfide benefiche tra nazionali, un Porta a porta tutto per noi (Figli di Al Qaeda o poveri eroi?)

Il calcolo era semplice: ci sarebbe bastato entrare nelle vostre acque territoriali per andare a sbattere come minimo su un cacciatorpediniere!

Ma proprio sul più bello, la doccia ghiacciata: il caso crocifisso.

Una cazzata paurosa - rispetto al nostro caso, con tutto il rispetto - ma è bastato un misero lancio d’agenzia e per noi è stata la fine. Mezz’ora e siamo finiti in fondo ai tigì, alle agende ministeriali, agli impegni elettorali. Un’ora e i soldati che ci aspettavano a braccia aperte sono stati mandati a piantonare i crocifissi. Tre ore e di un mare che pareva quello dello sbarco in Normandia non c’era più traccia: le vedette rientrate, le vendette compiute, le fregate fregate.

Quattro ore e nuovi clamorosi eventi animavano il tigì delle venti: Bonolis batte Striscia! la Rai rinasce, il Biscione s’affloscia, l’Italia non vive di sola coscia! Sei ore e non c’era più ombra del nostro dolore: Andreotti assolto, tutti all’assalto, a morte gli untori della Storia Oscura: Magistratura, Pretura, Procura.

Ormai non nutro più speranze: intravvedo una barca di pescatori, non lontana da me, ma non riesco a far arrivare i miei flebili lamenti. Discutono infatti sul postino fiancheggiatore dei brigatisti. Non va sottovalutato: era iscritto al sindacato. Meglio iscriversi in palestra, che è di destra, come Battisti, solo puro tra gli artisti.

Vi invio questo mio messaggio tramite bottiglia, come ho imparato dai vostri avi. Spero possiate trovarlo, ma ho forti dubbi. Non che le vostre coste pullulino di messaggi alla deriva. Sono le bottiglie, a quanto vedo, che non mancano. Vergognatevi anche per questo.

Vostro affezionato
Abdul Ing. Kahleb

Disperato Immigrato Clandestino Extracomunitario

pennarossa.it ©2003

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