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Ho visto cose che voi umani: Mussolini allenatore

16 luglio 2002
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Contenuti:
calci 20%
sputi 20%
colpi di testa 80%

Nemmeno cinque anni all'estero riescono a disintossicare i nostri mostruosi mister dalla demenza italica. Ranieri, tecnico del Chelsea (e prima ancora in Spagna) si sfoga su Repubblica sparlando del calcio italiano: troppo stress, troppe tensioni, atteggiamenti medievali, se vinci una partita sei un mostro, se ne perdi un'altra sei un brocco, bla bla bla bla, in Inghilterra invece!, come si lavora bene, che libertà, quanta fiducia bla bla bla.
Tutto bellissimo, se non fosse che nello stesso pezzo Ranieri spiega tranquillamente di avere scelto di fare il ritiro in Umbria perché - parole sue - "questo è un posto inaccessibile, e i giocatori sono lontani da tutto, soprattutto dalle ragazze".
Eppure non è solo il calcio a (ri)proporre queste mentalità da trapattoniani scalzi: perfino l'hockey su pista, romantico sport di grandi tradizioni e bassi stipendi ci regala momenti da ventennio. La scorsa settimana, in occasione degli Europei, al capitano della nazionale italiana Rigo è stato ordinato di sottoscrivere pubblicamente una solenne promessa di impegno, preparata dall'allenatore Micheli. Rigo lo ha mandato in mona (è veneto) e ha perso così la fascia di capitano, salvando però la faccia, che è ben più importante.
Per la cronaca, la nazionale ha perso malamente contro la prima squadra in forma, dimostrando una condizione atletica degna dei fratelli del calcio.
Resta da chiedersi perché gli allenatori preferiscono darsi da fare con boccette d'acqua santa, giuramenti col sangue e cinture di castità piuttosto che con la preparazione atletica. Probabilmente è meno faticoso, ma non c'è mica sempre un Moreno a darci un alibi per tornare a casa con la coscienza pulita.


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