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Ho visto cose che voi umani: Benni deperibili

22 maggio 2002
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Contenuti:
Umorismo 10%
Terrore 90%

Su un vecchio libro di Stefano Benni abbiamo trovato questa scritta:
Stefania, 3aC. Studiare tre racconti: il 3 marzo interrogazione.

L’inchiostro blu e la calligrafia tremula da scuola media non lasciano dubbi: ci sono professori che scelgono Il bar sotto il mare e altre opere di Benni come libri di testo.
La notizia è tremenda. Libri nati per dare puro piacere, per essere letti in bagno, a letto, in vacanza ma comunque in assoluta libertà, sono trasformati in strumenti di tortura.
Con che animo la povera Stefania terza C potrà ridere sulla storia di Lambretta e Beauty Case con l’incubo dell’interrogazione?
Come potrà saltare a piè pari la descrizione delle pietanze (roba da adulti!) nel racconto sul più grande cuoco di Francia?
E (orrore) come risuonerà tra le scrostate mura della classe la storia dei Quarz e Trond tradotta in scolastichese? “Qui l’autore immagina l’esistenza di un pianeta povero per farci meglio comprendere il nostro benessere...”
Un grazie ai maestri dei decenni trascorsi, che ci hanno fatto odiare Dante e Manzoni, lasciandoci il piacere di scoprire e amare gli altri.
Contro questi insegnanti invece, indubbiamente dei sadici sinistrosi, il nostro più fermo no. Lanciamo una campagna in difesa di Stefania, nella speranza che lo stesso Benni protegga pubblicamente i suoi libri da questo uso contronatura. Chi può far qualcosa, agisca. Questi crimini non possono restare impuniti.


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