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Contenuti: giudici 30% imputati 30% miliardari 40%
Condannato per evasione fiscale a due anni di carcere con la condizionale, più una multa di un vecchio miliardo di lire, più 200 mila euro da versare in beneficenza, più una tremenda tirata dorecchie dalla presidente della corte che gli ha detto Se avessi evaso in questi ultimi anni saresti finito dentro, il multimiliardario tennista Boris Becker ha detto: Sono contento e sollevato. Il capitolo è chiuso. Non farò ricorso.
Che Boris non sia più il duro di un tempo è risaputo. Ma che sia così rammollito, lui che a diciassette anni batteva Ivan-Perfection-Lendl, è assolutamente scandaloso.
Scandaloso che per unaccusa così futile (chi è che non evade le tasse? Previti addirittura se ne vanta durante i processi) Boris si sia fatto processare senza scappare in Brasile, accusare il commercialista o quantomeno ricusare un giudice.
Scandaloso che di fronte a una condanna così spropositata (è risaputo che evadere un miliardo di euro in tasse è meno grave che rubare tre volte dieci euro di roba al supermercato) Boris non abbia sollevato un polverone o quanto meno uneccezione: unincompatibilità ambientale oggi non si nega a nessuno.
Scandaloso infine che nessuno (né un politico, né un editorialista, né un opinionista, né una soubrette) si è schierato al suo fianco gridando al complotto: dai tennisti astiosi ai giudici comunisti aveva solo limbarazzo della scelta.
Chissà che questi miliardari imparino. Ma quale Montecarlo? La residenza, la prossima volta, la prendano in Italia.
pennarossa.it ©2002
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