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Le parodie: La semplice arte der delitto

30 aprile 2002
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Contenuti:
umorismo 30%
realismo 70%

Scrive per noi il criminologo Bruno!

Nel raro tempo libbero che mi resta dopo Portapporta e le altre 240 trasmissioni che parteccipo, scrivo con piacere per gli amici di Pennagrossa, che mi risulta essere appunto una testata per grosse firme quali lammia.
Vi parlerei volentieri della traggedia diccogne, che ancora non ho spiegato a sufficienza che un’impronta nummero trentassei è chiaramente derivata da una scarpa nummero trentassei; e a meno che l’assassino non abbia un quarantaquattro e s’avesse indossato apposta una trentassei, è matematico che l’assassino ha un piede trentassei oppure un quarantaquattro tutto ammaccato che l’inquirenti lo scoprirebbero subbito.
Vi parlo invece di me, che è una storia eccezzionale.

Naccqui giovanissimo, e subito ebbi la passione del delitto e i suoi misteri. Avevo sei anni quando la gatta di zia venne uccisa da ignoti. Mi occupai del caso. Dopo sei mesi non avevo risolto un cacchio, ma ero ggià l’ospite d’onore di tutte le riunioni di condominio.
A dodici anni decisi d’entrare in polizzia ma niente da fare: ggià non passavo per la porta. Così mi misi in proprio.
M’occupai dei più famosi casi der momento: dal delitto Baragozza (nun ce fu nemmanco un morto, era ‘n delitto che Baragozza sfasciò la Mmercedes nova pagata de tasca sua da la moglie) fino al caso Santafini.
Fu questo che mi diede la meritata ffama. Santafini fu trovato suicida, co un cortello nella schiena, ner bagno de n’amica sua. Ebbi l’intuizzione: presi er Lego de mi fijo e costruibbi la stesso bbagno in salotto, cor lavandino preciso preciso, er bidè con tanto der tappino, er water che se tirava perfino l’acqua.

Mia moglie me lasciò er ggiorno stesso, ma in televisione er bagno veniva proprio un bijù.
Ovviamente nun servì a un cacchio per risolvere er caso, come le casette dartronde. Ma se di questo nun frega niente a nessuno, figuratevi a me.
Per chiudere cor delitto de Cogne, ve dico che per me lo posson risolvere anche domani. Io ormai ho fatto tanti di quei quattrini che me costruisco n’artra casetta, ma stavolta a grandezza naturale e de centosedici stanze. I modellini ve li lascio a voi e poi vi spiego dove li mettete.
(m.r.)


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