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Scuola di giornalismo: non fate i Preziosi. Meglio i banditi

per il direttore della Gazzetta, Cragnotti ha lasciato un solo buco: nel suo cuore

7 dicembre 2003
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Contenuti:
banditi 50%
banditori 50%

“Se ne va Cragnotti, se ne va un grande presidente. Lo salutiamo ringraziandolo per gli anni di grande calcio e di gioco bellissimo che ha regalato ai tifosi laziali e a tutti noi.
Un altro presidente, Preziosi del Como, invece resta. Ieri si è rifiutato di stringere la mano a Carraro. Un fatto gravissimo, che non vorremmo mai vedere nel calcio”.

Pietro Calabrese, direttore della Gazzetta dello Sport, alla Domenica Sportiva

Esaltato dal clima buonista della DS prenatalizia, il direttore della Gazzetta Calabrese ha così commentato le gesta di Cragnotti e Preziosi nella sua rubrica “100 secondi”.

La speranza è che Calabrese fosse ubriaco fradicio e che abbia fatto confusione. Perché se Cragnotti vogliamo ricordare, oltre al gioco bellissimo è doveroso citare:

1) un crac finanziario di qualche dozzina di miliardi;

2) un buco miliardario alle banche, scaricato sui piccoli investitori con una truffa legalizzata (per liberarsi dal debito, le banche hanno venduto per buone azioni che erano già carta straccia);

3) una carriera come azionista di riferimento del Gruppo Cirio, proprietario della Del Monte per il 70 per cento, multinazionale tra le più discusse per l’atteggiamento spregiudicato nei confronti dei paesi dove produce. Tra le accuse: uso intenso di pesticidi, licenziamenti facili, niente diritti sindacali, niente assistenza medica obbligatoria, inquinamento ambientale, orari disumani, salari non dignitosi.

Su Preziosi invece tutto si può dire, dallo squallore con cui cavalca il più becero vittimismo (a confronto Serse Cosmi pare Ghandi), alla faccia che sembra un incrocio tra Briatore e i Savoia: il primo per l’abbronzatura spocchiosa, i secondi per l’espressione nobilmente ebete.

Il non aver stretto la mano a Carraro è il primo gesto dignitosi di Preziosi, magari banale ma non ipocrita. È cento volte più grave costruire squadroni coi soldi che non si hanno. Anche perché, alla fine, li deve tirar fuori qualcun altro: noi.

(Per informazioni più dettagliate sulla carriera del grande presidente Cragnotti, leggete questo gustoso, ma serissimo, pezzo di Maurizio Crosetti su Repubblica.
O, in alternativa, collegatevi alla gazzetta.it: passata la sbornia, Calabrese avrà certamente scritto qualche altro coraggioso elzeviro.)

pennarossa.it ©2003


vignetta di Mund


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