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| .uell | Esiste un crimine ancora più imperdonabile dell'idealismo nell'attuale società, ed è l'idealismo ingenuo. Negli anni '90 il WWF voleva lanciare una campagna ispirandosi addirittura al papa. Il quale aveva parlato contro la società dei consumi, dicendo che bisognava cambiare stili di vita, diventare più austeri. Dunque i nostri fiduciosi Panda elaborano la loro strategia, lo slogan. Si presentano presso i giornali e le riviste che hanno sempre pubblicato gratis le loro campagne. Con grande stupore, quelli rifiutano. E mi pare di vederli questi addetti al marketing che li accolgono con un sorriso soave, sentendosi tanto buonini, in attesa della solita foto di qualche lemure amazzonico in pericolo, leggere lo slogan, impallidire, balbettare e buttare via il foglio come se fosse appestato. Ma i Panda non si arrendono, dicono: sarà questione di soldi, e riprovano, questa volta a pagamento. Ma niente, stessa reazione da tutti, anche dai giornali alternativi, neanche "Ecologia trendy" o "Il sole che ride ventiquattr'ore" avrebbero il coraggio di pubblicarlo. Ma che dico, neanche "la gazzetta di Bin Laden".
Eppure, quello slogan, da solo, se applicato, se appena ciascuno di noi si fermasse a riflettere, scardinerebbe alla base la società dei consumi, manderebbe all'aria il peggio della globalizzazione, gli infami interessi economici di pochissimi che stanno uccidendo le società civili e avvelenando il pianeta.Volete sapere cos'era questo slogan, più pericoloso di un'autobomba, più nocivo dell'antrace? Era semplicemente: "Prima di comprare qualcosa, chiediti se ne hai veramente bisogno." Lo slogan più impubblicabile nella storia della pubblicità conteneva quelle due parole "veramente" e "bisogno" che con il mondo del consumo c'entrano come il berlusca con la cultura. Si compra per desiderio, per lusso, per insoddisfazione, per noia, per abitudine, per frustrazione, per prestigio, per gioco, per persuasione occulta, per moda, per imitazione, per riempire un vuoto, per spendere, perché i bambini, i nonni, la moglie o il marito rompono... Ma quando mai si compra quello di cui si ha bisogno, solo quando se ne ha bisogno? Guardatevi intorno: quante cose, non dico necessarie, ma almeno utili, vedete sugli scaffali dei negozi, dei supermercati? Proprio pochine. I nostri a questo punto si rassegnano e rinunciano alla campagna pubblicitaria in grande stile. Si limitano a qualche consiglio spicciolo, tipo: mangiate meno carne. E va bene, qui il marketing allarmato tira un sospiro di sollievo, questi fissati sono di nuovo innocui. Tanto la dieta mediterranea è di moda, e ci si vendono un sacco di prodottini pseudobiologici e pseudo macrobiotici in quelle belle confezioncine color cielo e campi di grano, e la gente si sente più buona e a posto con la coscienza e subito dopo si strafoga di precotti. Secondo consiglio: non sprecate riscaldamento. Va bene anche qui, così vendiamo termostati e finestre con doppi vetri e accessori vari, tanto poi chi se ne frega il centralizzato del condominio va a mille e di gennaio si fa la sauna in salotto. Poi cominciamo a non esserci più tanto, ti dicono di non comprare il condizionatore che consuma troppo. Ma non è vero, non è vero, adesso gli diciamo che abbiamo lanciato il modello ecologico che risparmia energia e loro ci credono e tutto va a posto. Ma ecco che questi ecoterroristi cominciano ad attingere all'arsenale. Ti dicono di tenere la stessa auto anche per dieci anni e più, se funziona, e di evitare i modelli più costosi, inquinanti e inutilmente ingombranti. Eresia, eresia. Bestemmiano il dio automobile. Al rogo immediatamente! Ma c'è di peggio: passiamo ai vestiti. Suggeriscono di indossare in pubblico modelli vecchi e fuori moda, di comprare scarpe robuste che durino, di mettersi anche camicie un po' consumate, o addirittura... di indossare la maglietta della salute al posto del giubbotto alla moda. No, la maglia di lana no! Questo è troppo. Cosa aspetta l'ONU a intervenire? m.d. pennarossa.it ©2003 Invia questo pezzo a un amico (o a un nemico)
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