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Se pensate che la pubblicità venda solo sogni non avete visto le ultime campagne Volkswagen e Renault. Da quando lauto è in crisi, i pubblicitari hanno smesso di mostrarci macchine che sfrecciano lungo strade deserte, tra infuocati tramonti e panoramiche da cartolina.
Sarà che tutti hanno ormai capito che le macchine nascono per stare in coda, tra automobilisti infuocati e panoramiche di capannoni, ma le ultime campagne sono di un realismo da far invidia a De Sica e Zavattini.
Renault Scenic: una signora prende lauto per attraversare la strada.
Volkswagen: un gentleman in fuoristrada accompagna la partner fino alla porta di casa, ma proprio fino alla porta, su per le scale.
Solo apparentemente scherzose, queste campagne sono lo specchio di un Paese che usa lauto anche per fare 800 metri (tra andata e ritorno) e che adora parcheggiare davanti alle porte (qualche volta anche dentro) di negozi, scuole, ospedali, chiese, cimiteri, bar, palestre e piscine.
La pubblicità, che avrebbe il compito di divertirci, oggi è più realista dei telegiornali nel mostrarci il mondo così comè. Ai telegiornali il compito di mostrarci il mondo come vorremmo che fosse: sfilate di moda, cravatte e microfoni, gol e guerre lontane.
pennarossa.it ©2003
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