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Trash test: chi vuol esser leader sia

Scegliamo il nuovo leader tra chi ha detto davvero qualcosa di sinistra negli ultimi mesi

10 novembre 2003
. Nanni Moretti ha ragione: con questi dirigenti la sinistra non vincerà mai. Ma la soluzione è dietro l’angolo. Ecco i migliori candidati tra cui scegliere per trionfare alle prossime elezioni.

Paolo Bonolis
Il gladiatore del Auditel è riuscito nell’epica impresa annientando Striscia la notizia, la principale arma di rincoglionimento di massa del nemico.
Fingiamo di ignorare che lo ha fatto con un’arma di rincoglionimento ancora più squallida: un giochino a premi di cui si sarebbe vergognato anche Mike Bongiorno.
Ma tant'è: Bonolis è un vincente. Basta convincerlo a candidarsi e poi turarsi il naso, come già suggeriva l’indimenticato compagno Indro.

Altri vantaggi: è più perfido di D’Alema, parla il romanesco come Rutelli ma molto meglio l’italiano.

Veronica Lario
La moglie del premier è l’unica persona al mondo non ossessionata da Berlusconi: lo vede meno degli altri italiani! Le sue simpatie per la sinistra sono dichiarate (“Guai a bloccare gli spettacoli satirici contro Berlusconi”, “Le manifestazioni per la pace sono un valore per la democrazia” eccetera), perciò le manca solo una presa di coscienza definitiva: organizziamogli un week end con il marito e il gioco è fatto.
Altri vantaggi: è più bella di Rutelli e soprattutto meno rifatta.

Papa Wojtila
Il Papa ha già dimostrato il suo coraggio schierandosi apertamente contro la guerra e scavalcando a sinistra mezza coalizione. Inoltre ha tuonato contro la fame nel mondo e i suoi diritti calpestati, scavalcando così l’altra mezza, molto più preoccupata per il revisionismo di Pansa e le revisioni delle Panda.
A parte qualche piccola mania sull’uso del preservativo, ha tutto per diventare l’uomo vincente: parla l’italiano meglio di Di Pietro, si abbiocca meno spesso di Prodi, è più giovanile di Rutelli, veste più trendy di Cofferati.

Assunta Almirante
La moglie dell’ex leader del Msi è riuscita nell’impavida impresa di ammettere che questo governo è una farsa: se suo marito fosse vivo prenderebbe Fini a schiaffoni e Berlusconi a manganellate.
Nessuno, a sinistra, era arrivato a tanto. Ogni volta che ci tenta infatti, Fassino comincia con "Nell'ambito di un dibattito sereno e democratico..." e i giornalisti se ne vanno immediatamente a intervistare Schifani.

Assunta farebbe un'ottima figura anche a Porta a Porta: alla prima domanda scema di Vespa (alla prima domanda insomma) lo prenderebbe a borsettate.
Altri vantaggi: è più maschia di Rutelli e molto più seducente di Prodi.

Gianfranco Fini
Da Ferrara a Bondi, decine di ex comunisti lavorano con successo per la destra, alla quale portano la grande cultura della sinistra e i suoi segreti del successo. È tempo di invertire la tendenza, anche perché i segreti del successo ormai stanno tutti dall'altra parte. Fini è l'uomo giusto: più anti leghista di Fassino e più masochista di Occhetto, in gioventù è stato perfino antiamericano anche se oggi fa finta di niente. Unica avvertenza: tenerlo ben lontano dalle caserme di polizia.

pennarossa.it ©2003

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