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Clamorosa protesta di un imprenditore: "Italiani razzisti, occupo Palazzo Chigi"

10 marzo 2003
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È disposto a pagare qualsiasi cifra ma lo trattano peggio di un appestato. Cacciato a lazzi in Toscana, a gestacci in Umbria, a sputi in Emilia e a calci in culo in Romagna, ha organizzato una clamorosa protesta: “Occuperò Palazzo Chigi finché non mi daranno una casa”.

Lui è uno stimato imprenditore milanese, ma con una caratteristica fisica che per molti italiani è un difetto imperdonabile: ha una tremenda faccia da culo. Tanto basta per chiudergli le porte in faccia e dimostrargli aperta ostilità. “Mi chiamano piduista, palazzinaro, evasore, tangentista - racconta l’imprenditore - è una vergogna, perché solo in Italia ho trovato un razzismo così aberrante. In Svizzera e a Montecarlo, dove l'integrazione è una realtà, piduisti, evasori e palazzinari sono considerati alla pari. Basta che paghino”.

E dire che l’imprenditore non ha nessuna pretesa: “Voglio solo una casa per ospitare comodamente la mia famiglia: io, mia moglie, i figli, il cane e duecentododici persone tra guardie del corpo, camerieri, cuochi, fiscalisti, analisti, elicotteristi e visagisti. Che sarà mai?”.

I pochi italiani che hanno accettato di parlare, spiegano il loro atteggiamento con le solite obiezioni razziste e volgari: “I primi magari sono onesti - spiega un anziano contadino della zona - ma poi arriva l'orda: i Previti, i Dell’Utri, gli Schifani... Abbiamo già abbastanza criminalità nostrana in questa zona”. “Non hanno rispetto per la nostra civiltà - si lamenta una signora - noi gli apriamo le porte di casa e loro ne approfittano per rifilarci un aspirapolvere o una polizza Mediolanum. Se ne restino nel loro paese”.

Per questo l’imprenditore ha deciso di passare alla vie di fatto. “Agli italiani lo dico chiaro e tondo: o mi trovano una casa o resto a palazzo Chigi per sempre. Lo so, è una minaccia che va contro la convenzione di Ginevra, ma non so che altro fare. Anche perché di ville in Sardegna non ne posso più: possederne sei è già osceno e demente, con la settima perfino Emilio Fede inizierebbe a dubitare della mia salute mentale".

L'orribile minaccia ha già dato i primi risultati: all'imprenditore sono stati offerti. a prezzi stracciati, due castelli del Quattrocento, una villa del Cinquecento e un palazzetto del Seicento. Il popolo italiano si è detto pronto a procurare anche un grattacielo del Settecento purché desista dalla protesta.

pennarossa.it ©2003

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