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Sul Corriere della Sera di mercoledì 11, Ernesto Galli della Loggia scrive: La memoria giudiziaria: la sinistra, Berlusconi e la storia rimossa. Guardate come.
È consentito esprimere dubbi sul rapporto politica-giustizia senza doversi difendere dal sospetto di essere al servizio del potere berlusconiano? È possibile essere ascoltati e giudicati per le cose che si dicono e non in base al pazzesco criterio «queste cose a chi giovano»? È vero che negli anni Settanta le iniziative inquisitorie dei pubblici ministeri venivano di frequente bollate con parole di fuoco da parte della Sinistra? Dando valutazioni prettamente politiche degli orientamenti dei magistrati? Ed è vero che sul giornale di Lotta Continua si poteva leggere di «magistrati criminali»?
Perché, mi chiedo, tanti uomini e donne che ieri la pensavano come me da qualche tempo hanno cambiato idea? Perché considerano illecito pensare che anche i magistrati siano guidati dai propri convincimenti ideologico-politici? Perché la società italiana soffre di questo singolare oblio del suo passato? Perché prima del 1992, tranne pochissimi casi benemeriti, non si trovò quasi alcun magistrato in Italia che indagasse sulla corruzione politica? E perché anche dopo quella data in pratica solo la procura di Milano ha svolto nellambito suddetto indagini accurate e penetranti? Che valutazioni bisogna dare di questo singolare comportamento così diverso della magistratura?
Bisogna evitare di dare qualunque giudizio perché lazione della magistratura è insindacabile o è possibile esprimere una valutazione politico-ideologica? E se sì, quale?
Quante aziende hanno subìto lo scrutinio giudiziario che ha subìto Mediaset? Se a una tale domanda si può rispondere in un modo o in un altro, fa differenza oppure no? Ed è lecito porsi queste domande? Servono a una riflessione importante sulle nostre condizioni generali come Paese o il solo porsele significa essere al servizio di Berlusconi?
Ernesto? Ci sei? Come va? È consentito disturbare? Ti possiamo aiutare? E se si, come? Ti prestiamo un computer funzionante? È lecito pensare che al tuo manca forse il punto? Quello che di solito si usa per dare senso compiuto alle frasi? O manca a te qualche rotella? E se sì, quale? È consentito esprimere preoccupazione? Che valutazioni bisogna dare di questo singolare collage di domande? Perché soffri di questo singolare mancanza di convinzione? Potresti, per cortesia, offrire a chi legge qualche certezza? E se sì, quale?
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