| .ue |
I nuovi:
Marco Guzzo
Avete presente quei giocatori che durante le ripetute si fermano perché provano improvvise fitte lancinanti, irresistibili impulsi a fare pipì e soprattutto hanno le scarpe che si slacciano? Neanche mister Noè ci cascava più! Centravanti, non ancora vent'anni, innamorato del pallone, perciò destinato ad essere azzoppato al massimo entro cinque partite.
Paolo Rossato
Giovanissimo, fiato zero, tocco di palla scadente, visione di gioco nulla, nessuna propensione per un ruolo. Come mai non lo abbiamo chiamato prima?
Adriano Toniolo
Il baby della squadra, unico giocatore giunto tramite procuratore (sua mamma). Appena arrivato ha detto a Stambecco "Buongiorno signor De Rugna, io ho fatto una stage nella sua azienda" e questo lo ha segnato per la vita. Se avesse tiro, velocità, stacco di testa, senso della marcatura, potenza, malizia e resistenza sarebbe forte.
Davide Dalla Valle
Gran fisico, fiato spaventoso, potenza e coraggio. Avrebbe tutto per diventare un uomo-Settecà, ma il suo cuore è altrove. No, niente donne: è che la domenica non può venire perché insegna catechismo. Non serve dire altro.
Stefano Germi
Un glorioso passato in Terza, che per noi è già fantascienza, non gli è servito a salvarsi: un mostro alla prima presenza, era già un mediocre alla seconda e un brocco alla terza. Cagionevole di salute, è destinato a diventare il nuovo Ino Meda.
I ritorni:
Andrea Onisto
Le due figlie ormai svezzate gli hanno fatto guadagnare il ritorno, dopo cinque anni di assenza a cambiare pannolini e biberon. Buon piede, "ma oggi avrei un dolorino", grinta, "ma stasera pioverebbe, non ci si troverà mica?", visione di gioco, "ma questa settimana non potrei venire". Speriamo nel terzo figlio.
I soliti:
Antonio Astorino
Giovane, aitante, bello e biondo, è detto il Conte perché vive in unantica villa palladiana, circondata dal verde dei colli Berici. Eppure ha gli atteggiamenti di un disadattato che vive al settimo piano di un casermone di ghetto: rissoso, violento, carognesco. Gioca terzinaccio per mancanza di alternative. Inqualificabile.
Silvio Menin
Neanche i capelli ormai spruzzati di bianco lo hanno fatto maturare. Vaga per il campo eternamente infelice e insoddisfatto, incapace di godersi il canto del cigno che i compagni, magnanimi, gli offrono. Gioca a centrocampo, stucchevole e avulso come il vecchio Giannini, ma con la testa perennemente bassa e avvilita. Insopportabile.
Martino Gottardo
Ventanni e non meritarli: arrivato per rinforzare la squadra, ha imparato subito le cattive abitudini dei quarantenni lavativi. Pigrizia e svogliatezza in allenamento evidenziano le scarse qualità tecnico atletiche in partita. Un po centrocampista, un po attaccante, un po niente di tutte due. Gli Amatori hanno trovato degni eredi per il futuro.
Stefano Sartori
Con i suoi quarantanni che sembrano trentacinque il Dio Serpente invecchia bene nellaspetto, male nel fisico: sempre più goffo, lento, inefficace. Sono lontani i tempi in cui sbagliava troppi gol: adesso neanche arriva a tirare. Ciò nonostante continua a rifiutarsi di correre e a pretendere di giocare. Vota a sinistra, ma ha lanimo dei peggiori conservatori.
Fabio Cogo
Cinico, crudo, disincantato. È uno di quelli convinti che nel calcio sopra una certa età non si può più migliorare (quale, non specifica: cinque anni forse). Perciò, tanto fale non fare niente, non allenarsi, non sperimentare ma criticare aspramente e continuamente quello che fanno gli altri. Ex libero di esperienza, è oggi l'addetto alla preparazione del tè. Indispensabile.
Andrea Franzon
Il multi ruoli del Settecà: oggi è portiere dopo essere stato consigliere delegato, panchinaro, terzino, allenatore. Una specie di ruota di scorta, anche fisicamente, coi nervi perennemente scoperti e lurlo nella pelle.
Andrea Garzotto
Stopper implacabile con gli avversari più scarsi di lui, crolla come una castello di sabbia davanti a un centravanti appena capace. Tocco di palla infame e irrecuperabile. Con molta dignità, ha evitato l'umiliazione di essere messo da parte presentandosi sempre più di rado.
Oscar Zamunaro
Con linnocenza dei suoi ventanni è il più giovane rinforzo della squadra. Riesce perfino a fare qualche cross e a tirare in porta un paio di volte al mese. Può solo peggiorare.
Ino Meda
Celebre per essere perennemente infortunato, ha saltato tutta la preparazione perché, parole sue, "voglio fare la maratona di Venezia e non voglio rischiare di farmi male". Due giorni prima della gara si è slogato la caviglia su un marciapiede. Non appena oserà farsi vedere in campo, dovrà pagare la quota sull'unghia. Poi sarà immediatamente preso in consegna da Romano (vedi profilo).
Luciano De Rugna
Detto Stambecco per il fisico particolarmente muscolare e Osama per alcune dichiarazioni a sinistra del partito comunista cinese, è un bastian contrario senza speranza oltre che un brocco vergognoso. Gioca su licenza della moglie. La nascita ottobrina della figlia ne fa già un lontano ricordo.
Dario Rinaldi
Il Nonno ha abbondantemente passato i sessanta e si vede. Per anni portato ad esempio per i più giovani (Guarda! Sessantanni e corre più di te) oggi ha leffetto contrario: Guarda! Così ti ridurrai continuando così. Non corre più, si allena male, ha la pancetta, è pieno di dolori. Nell'ultima parte della scorsa stagione ha finalmente ritrovato il posto: guardalinee.
Claudio Corona
Ha un gran fiato, e purtroppo lo usa per insultare i compagni. Ha due piedi orrendi, e purtroppo li usa per fare lanci lunghi e passaggi filtranti, disfando quel poco di buono che fa in marcatura. Pericolosissimo in area di rigore: la nostra purtroppo.
Edoardo Ghirini
Gioca attacc%... attacca#... att§§acç... macché, perfino il computer si rifiuta di scriverlo. Tiro in porta ridicolo, dribbling inesistente, visione di gioco zero. Ci può essere di peggio per uno che gioca davanti? Vivacchia su qualche scatto fine a se stesso e su un pregio raro negli Amatori: non parla mai.
Romano Oliviero
Una volta quelli sopra il metro e novanta erano considerati inadatti per il calcio. Vedendo Romano si rimpiange il passato. Per la scientificità con cui centra caviglie, ginocchia, polpacci, costati, mascelle, è indispensabile per sfoltire la rosa troppo ampia al momento delle convocazioni.
Andrea De Rugna
Detto Stambino, corre da una parte allaltra del campo, soprattutto quella dove non cè il pallone. Terzinaccio, col passare degli anni è diventato inutilmente polemico e petulante. Bisogna capirlo: odia soprusi e ingiustizie, praticamente le fondamenta di ogni squadra amatoriale.
Loris Capraro
Ci sono due Loris negli Amatori. Il Loris dAllenamento è un discreto attaccante che segna molto e fa impazzire i marcatori. Il Loris da Partita è un tizio tremendo che non tocca mai palla e fa impazzire i compagni. Nessuno ricorda quandè arrivato ne chi lha portato. Il sospetto che sia stato mandato da una squadra avversaria è sempre più forte.
Sandro Tortato
Dice di essere un attaccante, e noi qualche volta ci caschiamo. Scatta, tira le punizioni, chiama i triangoli, sbuffa, urla e fa tutto quello che serve a parte le cose semplici, utili e basilari. Segna due gol allanno quando gli va bene. Serve altro?
Giulio Bedin
Luomo più discusso degli Amatori. È responsabile del campo, presiede i cugini dello Spes ma pretende di giocare con noi. Tremendo in campo, si chiama spesso fuori a causa di una caviglia in disordine, la stessa cui tutti curiosamente mirano in allenamento.
Non lasciarci soli. Scrivi qui il tuo commento.
Vuoi sapere tutto? Alla home degli Amatori
Distrutto psicologicamente? torna alla home di Pennarossa
PennarossaPrimizie è il servizio che senza rompere l'anima (massimo due volte la settimana) ti avvisa per e-mail delle novità nel sito.
Scrivi il tuo indirizzo.
|