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Rivivete le cinque incredibili partite che hanno portato la peggior squadra del mondo a sfiorare un impossibile successo. Dalle risse agli svarioni arbitrali, ecco perché il calcio è sempre lo sport più bello del mondo
Amatori Settecà - Nove 2-1 (0-1)
prima giornata, lunedì 19 maggio, sera, Settecà
I protagonisti: Franzo in porta, Serpe e Asto terzinacci, Corona libero, Garzo stopper. A centrocampo Matteo, Germi, Silvio. Oscar ala destra, Martino sinistra, Loris punta. Nella ripresa: Spaurà, Edo, Adriano. Giulio vicemister, Nonno guardalinee.
reti: avversari, Garzo, Serpe
Il glorioso Torneo di Maggio 2003, a dispetto degli squallidi protagonisti, è una cosa seria. Le squadre si dividono in tre gironi da cinque all'italiana, da cui passa solo la prima classificata. Di fronte alle schifezze professionistiche di adesso, per cui passano le prime quattro e la quinta viene ripescata, sembrano i Mondiali di Riva e Domenghini!
Il nostro torneo comincia un luminoso giovedì sera, quando il mister-scrivano che ha condotto la squadra a uno straordinario campionato (seconda miglior media punti del decennio) si fa da parte perché più stressato di un Cosmazzone.
Sono le otto e mezza quando Franzon si offre volontario come nuovo allenatore. Sono le otto e trentacinque quando Franzon comincia a pentirsene: Ostia, quanti siamo stasera? Diciannove? E chi è che lascio a casa per la prima partita? Sicuri di aver contato bene? Diciannove? Haem: Ragazzi! Chi non può venire per la partita di lunedì alzi la mano. Nessuno? Come nessuno?
Dura è la vita dellallenatore dilettante: ci sono partite che ti costringono a umiliarti pubblicamente, implorando a un brocco scandaloso di venire, promettendo in cambio passaggi in auto, fasce di capitano e ruoli di prestigio pur di trovarsi almeno in undici. E partite così.
Dopo una disperata ora e mezza trascorsa cercando chi lasciare a casa, Franzon convocherà i 15 prescelti con poche e chiare parole: Ragazzi, ora convoco. Ma quelli che lascio a casa non sincazzino. Non è che lho con loro. Anzi, diciamo pure che sono i migliori. Solo che purtroppo le maglie sono sedici, e al massimo uno può giocare con la maglia rovesciata. Bene, ora dico i nomi. Ma mi raccomando, non vorrei che queste mie parole...
La partita però, è da record: mai ci era successo, negli ultimi dieci anni, di vincere una qualsiasi gara desordio, campionato, torneo o amichevole che fosse.
Si comincia male: a metà del primo tempo, un tiro da quaranta metri soprende il sopreso Franzon (stava pensando alle prossime convocazioni). Segue limmediato crollo psicologico totale: urla, bestemmie, isterie varie. Ma nella ripresa clamorosa reazione: Garzo pareggia con un colpo di testa su corner, il Serpe prende una traversa, Franzo fa una paratona, il Serpe segna di prepotenza. Lassedio finale di Fort Apache, una volta tanto, vede trionfare i derelitti settecani.
Si finisce alla sagra di Bertesinella. Tutti felici e contenti, a parte uno, che borbotta infelice in un angolo: Venerdì saremmo in venti. Venti! Chi è che lascio a casa stavolta? Non ci sono le coppe in tivù? Qualche bel film? E adesso come faccio?
Alla fine, incapace di affrontare la realtà, convoca tutti. Venti uomini, sedici maglie. Si prevedono guai.
Vittoriosi e insultati!
Grumolo - Amatori Settecà 1-2 (0-1)
seconda giornata, giovedì 20 maggio, sera, Centrale di Zugliano
I protagonisti: Franzo in porta, Cogo libero, Claudio stopper, Serpe a destra, Asto a sinistra, Mat e Germi in mediana, Oscar allala, Edo dio sa dove, Martino in mezzo e Loris di punta. Giocano poi: Stambino, Adriano, Paolo.
reti: Loris, avversari, Loris
Riassunto delle precedenti puntate: incapace di lasciare a casa qualcuno dopo linattesa vittoria nella partita desordio, mister Franzon rischia la vita convocando diciassette giocatori per sedici maglie. Ma la fortuna aiuta gli audaci, e soprattutto i folli: Garzotto, di ritorno da Napoli per lavoro, è bloccato da un ritardo aereo; Silvio da uno straordinario (sissì, siamo veneti!); Spaurà da un entrata assassina di Astorino nellallenamento precedente.
Ecco la cronaca di questa spettacolare partita.
Primo minuto. Palla scagliata in avanti, liscio della difesa avversaria, gol di Loris, incredibile ma vero.
Secondo minuto. Franzon, già terrorizzato dallassedio che si prospetta, vede già nemici dappertutto: Perché non accendono i fari del campo? Non vedo più niente! (nb: cè ancora il sole.) Matteo! Tu che sei capitano dì allarbitro che non si vede un cazzo!
Matteo: Un attimo, larbitro è dallaltra parte del campo.
Franzon, occhi a palla, convulsioni: HAAAARGH! QUANDO ORDINO UNA COSA DEVI FARLA SUBITO! SU-BI-TO-O, CAPITTOOOH?!
Terzo minuto. Germi appare in forma strepitosa. Recupera palla al limite della nostra area, dribbla un uomo, poi un altro, un altro ancora, un quarto. Chiede triangolo a centrocampo, riceve, dribbla ancora. Diavolo, ma come fa? E dire che il campo è immenso e ci saranno trenta gradi!
Quarto minuto. Germi, paonazzo, agonizza e con mimica disperata chiede il cambio a Franzon.
Franzon: HAAAARGH! MA KOME IL KAMBIO? RESISTI! TIENI DURO CAZZOOOOH!
Quinto minuto. Entra Stambino, celebre per la sua intesa coi compagni. Lancio in area: Franzon urla MIA! ma Stambino fa per calciarla lo stesso, Franzo si ferma, Stambino anche, lavversario sincunea, sbaglia di un niente. Franzon: HAAAARGH! KOSA KAZZO FAI! MIA TUA MIA! HAAAARGH!
Sesto minuto. Antonio Psyco Astorino stende un avversario che osa replicare. Comincia perciò a innervosirsi impercettibilmente.
Settimo minuto. Astorino riceve palla sulla fascia, punta il suddetto avversario che cerca il fallo ma lo sfiora appena. Asto non cade e lo salta: ha tutto il campo davanti a se fino alla porta! Ma ha anche, purtroppo, la testa che ha: scaglia la palla in fallo laterale, grida HAAAARGH! FALLACCIO ASSASSINO! HAAAARGH! e ci vogliono sei centrocampisti per evitare una strage.
Ottavo minuto. Asto è sostituito da Franzon: Così impara, nel calcio bisogna sapersi controllare.
Dal nono minuto al trentesimo della ripresa. Assedio di Fort Alamo. Respinte di testa, pancia, genitali, mani (che larbitro, per fortuna non vede).
Trentunesimo della ripresa. Slalom del loro 11, diagonale strepitoso e pareggio.
Trentaduesimo. Quattordici settecani, un solo credo: Siamo perduti.
Trentatreesimo. Suicidio tattico del loro allenatore che tira fuori una delle punte. Contropiede casuale, cross di Adriano (casuale) e gol di Loris (casuale, serve dirlo?).
Dal trentaquattresimo allultimo minuto. Assedio di Leningrado.
Ultimo minuto. Furiosa mischia in area. Saponetta Franzon para ma perde la palla, gol degli avversari appena preceduto dal fischio dellarbitro che ha intravisto un fallo sul portiere.
Proteste furiose degli avversari. Franzon, terrorizzato allidea che larbitro cambi idea, si rotola tarantolato per cinquanta metri: HAAAARGH! CHE DOLORE! HAAAARGH! MUOIO! HAAAARGH! cercando nel contempo di ferirsi, mordendosi un labbro, pizzicandosi e schiaffeggiandosi.
Al fischio finale, prima di rifugiarci in spogliatoio, siamo circondati dagli avversari che si complimentano per la nostra vittoria con queste nobili parole: Disilo almanco che si inferiori! (Ammettete quantomeno che siete leggermente meno capaci di noi) e con il generoso augurio Col cazzo che voialtri ne fasì de strada.
In finale! In finale!
Amatori Settecà - Costo di Arzignano 2-1 (0-0)
terza giornata, lunedì 30 maggio, sera, Settecà
I protagonisti: Franzo in porta, Cogo libero, Garzo stopper, Serpe a destra, Mat a sinistra, Corona e Germi in mediana, Oscar allala destra, Edo all'ala sinistra, Martino in mezzo e Loris di punta. Giocano poi: Asto, Spaurà, Adriano, Paolo, Silvio.
reti: Spaurà, avversari, Silvio
Dopo due vittorie consecutive, dolce è ritrovarsi nello spogliatoio di casa per affrontare con serenità la terza partita: nemmeno una sconfitta potrà svilire questo magico exploit. Ma la tragedia è in agguato: il Dio Serpente, risultati del girone alla mano, fa due conti e scopre lincredibile realtà: vincendo questa partita saremmo già matematicamente qualificati alla Finalissima Dello Stadio Menti.
La Finalissima Dello Stadio Menti! Nemmeno il Bernabeu potrebbe provocare tante emozioni. Il Menti non è solo il campo del Vicenza, dove lerba è Totale, le righe Scientifiche, le dimensioni Bibliche. È soprattutto il Non Luogo, il Posto dove Mai Avremmo Creduto di Arrivare.
Haem: ragazzi, abbiamo appena scoperto che se vinciamo questa sera siamo matematicamente in finale al Menti.
Se Franzon avesse detto: Sul pavimento cè una bomba con innesto a fotocellula: al primo movimento esplodiamo leffetto sarebbe stato lo stesso.
Da diciotto esseri umani ad altrettante maschere di cera. Dai normali duecento decibel di uno spogliatoio al singolare tambureggiare di diciotto cuori a 340 battiti al minuto. Da ruvide gambe pelose a flaccide e tremolanti mozzarelle.
Fortuna che Franzo è un fine psicologo: Su col morale, possiamo farcela! Abbiamo battuto il Nove e il Grumolo che in campionato avevano fatto 38 punti contro i nostri 29. Questi qui ne hanno fatti solo 14! Sono sicuramente alla nostra port...
Si accorge troppo tardi dellerrore: il Settecà ha sempre dato il peggio di sè contro le (poche) squadre inferiori. Resta scolpito nella memoria - non in questo sito, ché abbiamo una dignità - lo 0-6 dello scorso Torneo di Maggio, contro una formazione che aveva fatto 7 punti in tutta la stagione.
Haem ragazzi, mi correggo: questi qui hanno fatto 124 punti, sono arrivati primi con 56 punti sulla seconda e pare che abbiano battuto il Cittadella in amichevole!
Ma è troppo tardi: le pulsazioni sono salite a 420 e purtroppo larbitro ci chiama in campo.
È il più brutto calcio mai visto negli ultimi anni. Il più doloroso anche, giacché il terreno, secco da mesi, è carta vetrata per chi entra in tackle. E siccome ci dominano, comera prevedibile, di tackle siamo costretto a farne a iosa. Dopo venti minuti sanguiniamo tutti come bestie: solo linfame Silvio è immacolato.
Sullo zero a zero, nel secondo tempo, da un crossaccio senza pretese e un liscio orrendo del loro portiere nasce il gol di Spaurà. Sembra fatta! Invece entra Astorino. Rimasto punitivamente in panca per gli eccessi nella partita scorsa, fa immediatamente sedici falli di fila, tutti inutili ma tutti contraddistinti da una calma olimpica. Così, tanto per vendicarsi della panchina. Da una delle conseguenti punizioni ecco il gol del pari.
Seguono dieci minuti di terrore. Ma questo è davvero lanno buono: Edo stoppa una palla a centrocampo (è la prima volta in questa partita), la difende (è la prima volta questanno) e la passa al compagno (è la prima volta nella vita).
Il compagno è linfame Silvio, ancora immacolato, che questanno non ne ha fatta una giusta, marchiando il suo vergognoso campionato con il rigore della vittoria sbagliato nel derby. Lintero Settecà già fa dietro front per tornare in trincea dentro la nostra area. Ma Silvio controlla. Alza la testa. Salta luomo. Entra in area. Salta anche il portiere. Deposita in rete.
È vittoria! È finale al Menti! È Silvio il nostro eroe, portato in trionfo da tutti ma soprattutto da chi scrive, che mai, dico mai ha dubitato nemmeno per un istante sul suo immenso valore.
Libera nos a Malo
Malo - Amatori Settecà 2-1 (1-0)
quarta giornata, martedì 3 giugno, sera, Malo
I protagonisti: Franzo in porta, Matteo libero, Garzo stopper, Asto a destra, Stambino a sinistra, Germi e Adriano in mediana, Oscar allala destra, Edo all'ala sinistra, Silvio in mezzo e Loris di punta. Giocano poi: Asto, Spaurà, Paolo, Martino.
reti: avversari, ?, avversari
Qualificati in finale con una partita danticipo, eccoci in viaggio per Malo a giocare la prima e ultima sfida non decisiva della nostra storia. Già altre volte, a dire il vero, avevamo giocato partite non decisive: ma solo perché eravamo talmente ultimi che nemmeno goleando avremmo recuperato un briciolo di dignità. Stavolta è diverso: senza lincubo del risultato dimostreremo una volta per tutte che a mente sgombra sapremmo davvero giocare al calcio.
Gli avversari purtroppo, fanno di tutti per metterci i bastoni tra le ruote: ci avvisano subito che non hanno fatto un solo punto nelle gare precedenti e hanno chiuso la stagione regolare con zero vittorie, tre pareggi e il resto sconfitte. Mai vinto, insomma: forse neanche noi eravamo mai arrivati a tanto!
Gli stimoli per dare il massimo comunque, ci sono tutti: la prima squadra del Malo è una gloria del calcio nazionale, come testimonia anche Meneghello in Libera Nos a Malo: gente capace, negli anni del dopoguerra, di battersi alla pari con titolati squadroni di città capoluogo. Ma Malo è molto altro ancora. Malo è la sola squadra in Italia a vestire una divisa completamente nera con una stella sul petto. Malo è un campo meraviglioso, di erba soffice e brillante, che ci vede entrare sorridenti in punta di piedi e uscire subito dopo, cacciati a male parole dal custode: Via da qua, vialtri: no xe mia el vostro campo questo! Fora, sparire!
Il nostro campo infatti, che troviamo dopo mezzora di peregrinazioni, è una distesa di sabbia e buche, male illuminato e praticamente privo di reti di protezione. Fedele alla logica del calcio dilettante, per cui attorno ai campi privi di reti cresce la vegetazione più tropicale dItalia, ecco una distesa di erbacce alte sei metri, che inghiottono ogni pallone scagliato fuori campo.
E ne scagliamo tanti.
Calmi e concentrati ragazzi: facciamo vedere che abbiamo meritato la finale aveva detto Franzon prima del fischio dinizio. Cinque minuti dopo siamo sotto di un gol, con gli avversari che si danno di gomito: Incredibile, in cinque minuti siamo entrati nellarea avversaria più che in un intero campionato!.
Alla fine del primo tempo le urla di Franzon sono così isteriche che larbitro ci richiama in campo con dieci minuti danticipo: Torniamo a giocare prima che al vostro portiere venga linfarto.
Giuro che non ricordo assolutamente lautore del nostro pareggio perché sommerso dalle urla di Franzon che sottolinea alcuni lisci, peraltro strepitosi, del vostro cronista promosso per loccasione libero.
Ma il gol è solo un episodio, tantè che prendiamo il secondo, e dopo aver sparato altri trenta palloni tra le erbacce, la partita finisce.
Uscendo dal campo, tocco per la prima volta il pallone che ho lisciato trentadue volte consecutive e cerco di giustificarmi con larbitro, buttando lì un innocente: Vede arbitro, abbiamo giocato maluccio perché siamo già qualificati in finale.
Nemmeno con tutta la sua buona volontà questi riesce a nascondere un profondo sguardo di disprezzo prima di sparire in spogliatoio dove, probabilmente, scriverà la lettera di dimissioni dal Centro Sportivo.
Ma che ci frega? Il Menti è nostro! Già ci vediamo negli immensi spogliatoi del Vicenza dove pare che i rubinetti siano tutti doro e diamanti, altro che i bagni popolari di Saddam Hussein.
Non ci resta che rimpiangere
Finale triangolare torneo di Maggio 2003
domenica 15 giugno, alba, stadio comunale di Noventa
I protagonisti: Franzo in porta; Cogo, Matteo, Serpe, Garzo, Asto, Stambino, Germi, Adriano, Oscar, Edo, Silvio, Spaurà, Paolo, Martino, Loris vestiti da calcio; Giuliano e il Nonno in borghese. Insomma tutti i grandi della stagione a parte Corona e Torta.
Tradimento! Probabilmente incapaci di accettare lamara realtà - gli orrendi Amatori Settecà in finale sul sacro suolo dello stadio Menti - i dirigenti del Centro Sportivo Italiano giocano sporco e spostano la sede della finale: si giocherà a Gazzo Padovano.
La notizia getta tutti nel più tetro sconforto. Ma se Franzon, che già aveva riempito lintera curva sud di parenti fino al dodicesimo grado, reagisce da par suo (cioè a furiose bestemmie), la reazione di Corona è ben più amara. Avendo abbondantemente superato i 45, il nostro autotreno di spinta si rende conto che questa era lUltima Occasione: ci vorranno almeno altri 30 anni prima che il Settecà vinca tre partite di fila e raggiunga unaltra finale. Perciò si vendica - su di noi! - con metodi da Cgil (alla quale è peraltro iscritto da sempre essendo un metallurgico): non verrà nemmeno a giocare, privandoci della sua scarsa classe ma della sua eccellente prestanza fisica.
In realtà gira voce che gli Amatori non siano affatto responsabili del cambiamento. Pare che il Csi sia stato boicottato dallAics, associazione che organizza un campionato parallelo e attualmente nelle grazie del potere cittadino: il sacco del Menti è così facilmente spiegabile. Fatto sta che dobbiamo dire addio ai rubinetti doro, alle docce di acqua minerale, allidromassaggio personale e a tutti gli altri gadget di cui pare siano dotati gli spogliatoi di quel mitico stadio.
Beh ragazzi suvvia, il campo di Gazzo non è male. Ha lerba, è ben curato... tenta di dire qualcuno prima di essere assassinato sul posto.
Non bastasse, arriva una seconda notizia a stroncare i residui entusiasmi: la finalissima sarà a tre squadre, con le orrende regole dei tornei a tre: due partite da un tempo ciascuna e rigori in caso di pareggio.
Non ri-bastasse, lorario della finale viene fissato alle 8,30 di domenica mattina: Alle 11 dovete aver finito per lasciar spazio alle Squadre che giocano la Finalissima della stagione regolamentare, spiegano i dirigenti Csi. Il che significa partire da casa alle 7,30 tra le ire di mogli, madri o fidanzate.
E se proprio non bastasse ancora, ecco che alle 11 della sera precedente il Dio Serpente riceve unaltra telefonata dal Csi: Viste le proteste, non vostre ma delle Potenti Squadre che poi giocano la Finalissima della stagione regolamentare, la sede della finale è stata spostata in un campo più prestigioso: da Gazzo a Noventa Vicentina.
Noventa? Come Noventa? Ma è lontanissima, sono duecento chilom... Pronto? Pronto?
Insomma, eccoci alle sette di domenica mattina, rincoglioniti verso Noventa senza neanche la forza di protestare. Che poi Noventa è obiettivamente un grande campo, che negli anni Ottanta ha visto la strepitosa Nova Gens primeggiare in Interregionale, e tutti si chiedevano: ma come fa una piccola società come Noventa a primeggiare in un campionato di squadroni miliardari? Difatti pochi anni dopo è fallita sommersa dai debiti, ecco come faceva.
Questo cerco di spiegare agli incazzosi settecani, ma è fatica sprecata.
Arriviamo, finalmente. Un dirigente del Csi ci spinge senza troppi complimenti in spogliatoio: Forza, che giocate subito: alle 11 dovete aver finito, non possiamo ritardare la Finalissima della stagione regolamentare. Beh, non ha i rubinetti doro ma almeno è largo, ci consoliamo. Macché largo - ci sgrida il dirigente - dovete lasciare lo spazio per le Squadre che poi giocano la Finalissima della stagione regolamentare: tutti in quellangolo. Uno sopra lalto, peggio che a Settecà, ci tratteniamo dalluccidere il dirigente e finalmente eccoci in campo.
La prima sfida è contro un squadra dellEst vicentino. Il termometro - sono le otto e mezza! - segna 36 gradi. Al primo scatto, visioni. Al secondo, miraggi. Al terzo, incubi. Al quarto... nessuno ci arriva, al quarto. Arriviamo invece indenni alla fine del tempo/partita sullo zero a zero. Neanche il tempo di gioire: Rigori subito. Dovete lasciare spazio alle Squadre che poi giocano la Finalissima ci incalza il dirigente. Perché Corona non è venuto? Costui avrebbe visto la sua dannata finalissima con le gambe incrociate attorno alla testa.
Ma ecco i rigori. Loro: cinque tiri, cinque gol. Noi: cinque tiri, quattro gol. Chi ha sbagliato ve lo dico dopo. Ma poi, che vimporta? Come canta De Gregori, non è dal calcio di rigore che si vede il vero giocatore, ma dal coraggio eccetera eccetera.
Abbacchiati e accaldati siamo convinti di aver già perso tutto e giochiamo la seconda partita con meno convinzione e soprattutto con più 40 gradi. Tutti i protagonisti della prima sfida chiedono il cambio: solo uno, eroico, resta al suo posto, e per farsi perdonare il rigore sbagliato segna uno strepitoso gol che porta in vantaggio la squadra. Scopriremmo solo alla fine della terza partita che con questo risultato avremmo vinto il Torneo! Invece molliamo, ci facciamo rimontare e per la prima volta nella vita siamo felici di sentire il fischio finale dopo una sconfitta, forse perché i gradi sono ormai 45, forse perché è il momento di fare il grande passo. Se non ora, dopo una finale, quando? Allora, lanno prossimo molliamo? chiedo a Franzon mentre ci trasciniamo fuori dal campo. Lui annuisce, mi pare.
Finisce che siamo tutti seduti in tribuna a guardare la Grande Finale delle Squadre Potenti. Mica male. Ci sono un paio di attaccanti che fanno spettacolo puro: controlli al volo, dribbling secchi, testa alta, tiri nel sette. Cosa faremmo noi con una punta così? chiedo a Franzo. Vero. Ma lanno prossimo pare che mio cugino, quello forte, venga da noi. Spostando Edo a sinistra e facendo slittare Loris indietro...
Arrivederci a settembre, maledizione.
pennarossa.it©2003
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