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Questo è un estratto da un pezzo di Curzio Maltese, editorialista di Repubblica.
O meglio: tre estratti, di cui uno solo vero.
Scopritelo, se ci riuscite.
La soluzione è in fondo.
1
«Mamma, ma chi è Fini, uno importante?». «Sì, certo che è importante». « Mii, è più rispettato di noi?».
C'è tutto lambiguo Sud e i suoi valori in questo dialogo fra un piccolo in carriera, avrà sette-otto anni, e la sua mamma, alla Festa del Patrono di Acireale, en attendant Gianfranco Fini. E' in ritardo di quasi un'ora, come sempre. Ma nella terra dellattesa, dove il tempo non conta nulla, la gente è paziente e indifferente. Grandi e piccini guardano maliziosi le poche donne che passano timidamente e intanto commentano sottovoce i crimini del comunismo: Santoro, Luttazzi e la Rai in generale, i libri su e non di Berlusconi, il Sud sempre dimenticato, lacqua che non arriva, il lavoro che non cè mentre lo Stato infierisce sui motorini senza targa, sui picciotti senza casco e sulle vecchie auto parcheggiate senza logica e soprattutto senza nè bollo nè assicurazione.
Finalmente arriva Fini e il pubblico scatta in piedi in una «Standa ovescion», come ha la bontà di chiarirmi il vicino, in delizioso siculo-berlusconiano. Ma intendiamoci, sarebbe ingiusto fare ironie sulle lacune di un popolo sfortunato che, con redditi da terzo mondo e le prospettive più scarse d'Europa, ha regalato la vittoria elettorale alla Destra.
2
«Mamma, ma chi è Fini, uno importante?». «Sì, certo che è importante». «Ha più soldi di noi?».
C'è tutto l'operoso Nord Est e i suoi valori in questo dialogo fra un piccolo idealista, avrà sette-otto anni, e la sua mamma, alla Fiera dell'Antiquariato di Padova, en attendant Gianfranco Fini. E' in ritardo di quasi un'ora, come sempre. Ma nella capitale degli schèi, dove il tempo è danaro, anche di domenica, la gente è tesa. Grandi e piccini consultano sbuffando il polso Rolex e intanto discutono dei crimini del comunismo: Santoro, Luttazzi e la Rai in generale, i libri su e non di Berlusconi, la burocrazia e le tasse, i giudici e i criminali, i clandestini e i vigili che là fuori infieriscono sulle jeep anti bufalo parcheggiate in terza fila.
Finalmente arriva Fini e il pubblico scatta in piedi in una «Standa ovation», come ha la bontà di chiarirmi il vicino, in delizioso anglo berlusconiano. Ma intendiamoci, sarebbe ingiusto fare ironie sulle lacune di un popolo laborioso che, con redditi da California e la scolarizzazione più bassa d'Europa, «manda avanti il Paese», perbacco.
3
«Mamma, ma chi è Fini, uno importante?». «Sì, certo che è importante». «Tromba più di noi?».
C'è tutta la pecoreccia Romagna e i suoi valori in questo dialogo fra un piccolo idealista, avrà sette-otto anni, e la sua mamma, alla Fiera del Pistone di Rimini, en attendant Gianfranco Fini. E' in ritardo di quasi un'ora, come sempre. Ma nella capitale della bella vita, dove il tempo è allegria, la gente se la spassa. Grandi e piccini consultano il polso Swatch e intanto discutono di passera e dei crimini del comunismo: Santoro, Luttazzi e la Rai in generale, i libri su e non di Berlusconi, la burocrazia e le tasse, i giudici e i criminali, i vigili che là fuori infieriscono su Honda e Yamaha solo perché superano i 130 in prima.
Finalmente arriva Fini e il pubblico scatta in piedi in una «Standa ovation», come ha la bontà di chiarirmi il vicino, in delizioso anglo berlusconiano. Ma intendiamoci, sarebbe ingiusto fare ironie sulle lacune di un popolo laborioso che, con quattro piadine e ventimila discoteche, «manda avanti il Paese», perbacco.
Qui la soluzione.
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