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| .uell | Da un tifoso rossonero riceviamo e volentieri pubblichiamo.
Questa è una lettera aperta ai milanisti di tutto il mondo. Se cinquantamila tifosi del Torino hanno sfilato coraggiosamente nonostante una retrocessione vergognosa, bando agli indugi: possiamo farlo anche noi. La nostra situazione, a ben vedere, è molto peggiore. Loro hanno sfilato perché stufi di un padrone che ha la testa piena di capelli, però è privo di idee oltre che di quattrini. Ma noi abbiamo un padrone ben peggiore, con una testa di capelli finti, di idee più finte ancora e con tasche stracolme di soldi. Ma, ahimè, finti pure loro. Loro hanno sfilato perché nauseati da una dirigenza che ha promesso fior di campioni ma poi non ha comprato nessuno. Ma questo è il pane del calcio, che cè da stupirsi? A me nausea di più una dirigenza che, per rispetto della crisi, aveva promesso di non comprare nessuno e poi ha speso una vagonata di miliardi per Nesta e Rivaldo. Loro hanno sfilato perché credono nella ricostruzione del passato, a cominciare dal Filadelfia; noi al massimo possiamo credere nel Filadelphia visto che il nostro passato è stato abolito per un presente di partite-evento dove lurlo del telecronista trasforma anche un fallo laterale in unazione indimenticabile, ma ora spazio alla pubblicità. Loro hanno marciato tutto il giorno sotto il sole, incuranti degli sfottò juventini, perché non accettano che un imprenditore senza scrupoli li usi come mezzo per costruire un nuovo faraonico stadio. Ma visto quello che hanno costruito su di noi, beh, dovremmo marciare sulle ginocchia da Milano a Capo Nord e non sarebbe ancora abbastanza. Loro hanno marciato perchè vorrebbero tornare a gridare Noi abbiamo undici campioni e non undici brocchi. Ma anche noi vorremmo tanto avere undici campioni da amare. Con 52 giocatori in rosa, a me riesce piuttosto difficile non solo affezionarmi ma perfino riconoscerli tra loro. Insomma, loro hanno marciato perché amano il calcio e sono un po' spaventati dalla serie B, che è piena di giocatori sconosciuti e squadre mai viste prima. Noi dovremmo marciare perché la sola idea di rivedere Beckam, Roberto Carlos e Oliver Kahn - per altre sessanta inutili partite dove nessuno viene eliminato - dà semplicemente il voltastomaco. Nonostante tutto questo, cari amici di tifo, resto fedele alla nostra gloriosa maglia. Se ci poi ci dicono anche qual è, tanto meglio. pennarossa.it ©2003 Invia questo pezzo a un amico (o a un nemico)
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