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Le parodie. Gianni Mura: ma il Trap ciurla nel manico

31 maggio 2002
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Dallo speciale satirico Immondiali di Pennarossa.it e Trascendentale.org, il grande opinionista di Repubblica presenta il Mondiale dell'Italia.

Come diceva il mio indimenticabile Gioàn Brera, l’è minga tüt or quel che luzica: e qui a Sendai (6 per il clima, 8 per la cortesia, 3 perché non avevo un'ostia voglia di venirci, c’era il Regionale di Tressette a Berghem Alta, una polentina de favola e un rosso delicato, servito su quei bicchieri vecchi di vetro grosso e liso che non esistono più) qui a Sendai dicevo, l’Italia mostra, come sa fare spesso, la faccia peggiore di sè.

Trapattoni (8 perché mi è simpatico, 2 perché fa un calcio orrendo, 7 perché apprezza il Torcolese nero di Burlinpopesca, -3 perché a questo mondiale non ci volevo venire proprio, c’era il Regionale di Tressette, la polentina, i bicchieri di vetro, perfino quelle sedie con la corda di gomma intrecciata e i posaceneri bianchi dell’Aperol), Trapattoni dicevo prova e riprova il 4-2-1-3, poi passa al 4-1-2-3, poi s’impunta sul 4-2-2 ma non trova soluzioni convincenti. Perciò è costretto, come nell’ultima amichevole, a schierare un innovativo 4-2-3-2, che sarebbe anche buona cosa, almeno finché l’arbitro si accorge che in dodici non si può giocare e manda tutti a casa (me compreso, che posso così andare al Regionale di Tressette, che c’è la polentina, un rosso, i posaceneri, ma poi vi spiego).

Via che si va, ormai è tempo di giocare: Italia-Ecuador, ovvero pluricampioni contro una squadra alla prima fase finale della sua storia. I pronostici li sbaglia solo chi li fa, e io li faccio: 2-0 secco per noi, Totti e Vieri nei primi dodici minuti, il resto mi leggo un vecchio libro di poesie di Tarquinio Plenisetti (8 per gli endecasillabi, 10 perché non ha mai scritto una riga per denaro, 2 perché lo manteneva la moglie miliardaria) e penso al Regionale di Tressette. Sapete, c’è un rosso, una polentina, le sedie, finanche una sputacchiera a muro, ma forse ve ne ho già parlato).

Ho detto tutto, mi pare. Un’analisi tecnico, tattica e umana che non lascia spazio a dubbi. Italia-Ecuador sarà partita vera, maschia, non bella, inquietante forse, decisiva certo che no, importante sicuramente, di cartello altrochesì, di piedi fini giammai. E adesso un saluto a voi lettori: 8 perché siete arrivati fin qua, 2 perché siete là e potete andare a Berghem alta: la polentina, il rosso, i bicchieri e soprattutto la certezza di non incontrare un rompiballe come me.

m.r.


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