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Come vestirà il calciatore dilettante del prossimo millennio? Ecco una rassegna delle proposte che hanno fatto più scalpore sulle passerelle del Pitti, la celeberrima fiera internazionale della moda maschile.
La Casacca Cosacca
Tornano anche nel calcio i mitici anni Settanta! In questo modello (foto a fianco) firmato dai fratelli Armani (Giorgio ed Emporio) rivivono le emozioni di quando le squadre si chiamavano semplicemente Audax o Virtus e non Caseificio Pettenuzzo San Giocondo o Premiato Mobilificio Fratelli Granocchia, disdicevoli conseguenza dellinvasione degli sponsor nel calcio dilettante.
La Casacca Cosacca prevede maglie e pantaloncini aderentissimi, rigorosamente privi di scritte, ma soprattutto materiali arcaici quali pura lana, flanella della Bassa Padana, tessuto sintetico da 35 millimetri di spessore.
Casacca Cosacca è lideale per formazioni di nostalgici cinquantenni, rigorosamente capelluti, convinti che la zona sia sempre quella di Liedholm e lultimo degli Eagles sia sempre Hotel California.
Casacca Cosacca è proposta in colori decisi e coraggiosi: giallo banana, viola di bosco, fucsia, arancione, verde pistacchio. Praticamente un computer Macintosh.
Da notare gli esclusivi calzettoni, forniti esclusivamente senza lelastico, in modo da ottenere loriginale e indimenticato effetto alla cacaiola.
La Maglia che Ammalia
Presentando questo originale modello (foto a fianco), lo stilista bizantino Teofilatto Dei Leonzi ha spiegato: Ero stanco di sentire ancora la battuta secondo cui i calciatori sono ventidue uomini in mutande che inseguono un pallone. Un luogo comune squallido e banale, pari a quello che dice: in campo siamo tutti uguali. Niente di più falso. Anche in campo, come nella vita, cè qualcuno più uguale degli altri: i ricchi. È tempo perciò che essi imparino a distinguersi anche in campo, così come per strada, al ristorante e al momento di pagare le tasse. Con la Maglia che Ammalia saranno eleganti e distinti anche nello sbagliare un tackle e finire con la faccia nel fango.
La Maglia che Ammalia prevede:
camicia in filo di Scozia, con inserti in kevlar anti odore per le ascelle;
capienti tasche sul petto che ospitano due cartellini, giallo e rosso, per commutare ammonizioni ed eventualmente espulsioni allarbitro (i ricchi possono tutto);
due ineccepibili bretelle in pelle di foca che sostengono:
eleganti pantaloncini contraddistinti dal marchio del dollaro.
La Maglia che Ammaglia è fornita con il doppio orologio:
- sopra il polso destro un Rolex con cinturino in coccodrillo, per controllare che larbitro non bari sul tempo di recupero;
- sopra il sinistro un Rolex in acciaio per colpire violentemente leventuale avversario che cerchi di frapporsi tra voi e la rete.
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La Divisa Divisa
Originalissimo, a partire dal nome, questo modello (foto a fianco) firmato dallo stilista Mangoldo, uno dei più applauditi alla grande rassegna. Laggettivo divisa indica anche la multi funzionalità di questa maglia, che il calciatore dilettante personalizza recandosi a caccia di sponsor personali.
Neanche i professionisti ci avevano pensato! Eppure è così semplice: basta considerare il calciatore alla stregua di un pilota di Formula 1, del quale si può affittare ogni centimetro del corpo.
Il dilettante che indossa la Divisa Divisa dovrà semplicemente recarsi di persona in negozi e aziende del proprio quartiere: quale pizzeria gli negherà cinquanta euro in cambio del nome lungo un fianco? Quale azienda a conduzione familiare rifiuterà al nostro pochi spiccioli per il marchio della propria elettrogalvanica sul polsino?
Lattento Mangoldo ha sfruttato ogni centimetro possibile: per questo la Divisa Divisa è proposta con il colletto inamidato alla Cantona, i lunghi scaldamuscoli, i calzettoni al ginocchio, i polsini e nonché unampia punta delle scarpe capace di ospitare un nome di ben diciassette lettere.
pennarossa.it©2003
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