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Lavorate in una grande o media azienda italiana? Guardatevi bene da questi figuri, i giovani neolaureati. Soprattutto se assomigliano a voi. Dall'inedito libro bianco di Milena Debenedetti. Nona puntata.
Se siete fra i super fortunati, fra i vincitori della lotteria, fra gli assunti stabilmente insomma, è meglio che vi diate subito da fare per non sprecare l'occasione. Non dico imparare il lavoro, tanto nessuno ve lo spiega, men che mai gli acidi colleghi anziani, o il tipico caporeparto- capoufficio che si è fatto da solo, spesso neppure diplomato. Tutta gente pronta a infliggervi il peggior nonnismo da caserma.
E poi di solito non avete neanche un ruolo e compiti precisi. Dovete conquistarvi la vostra nicchia, con le unghie e con i denti. E lottare con gli altri pretendenti, fra ritmi assolutamente discontinui e assenza di programmazione. Ognuno ha il suo sistema: tanto vale cercare di conoscerli bene, scegliere il proprio modello e le frequentazioni più opportune. Vediamo alcuni esempi.
L'attivo. Costui si aggira sempre per i corridoi con aria trafelata, portando in mano fogli o dischetti. Parla a voce alta di lavoro con chiunque incontri, magari per ore, partecipa volentieri a riunioni, ha agende fittissime; oppure, anziché pontificare a voce, preferisce mettere assieme pile e pile di dati, tabelle e grafici, amplificando le prove a dismisura, tanto nessuno ci capisce niente. Viene guardato con un certo apprezzamento dai superiori, come uno "che si fa il culo". In breve, queste persone sono capaci di ricorrere a qualsiasi trucco di repertorio per dimostrare (a volte anche per convincere se stessi) di avere molto da fare, di essere impegnatissimi, ed evitare così la squallida necessità di lavorare.
Il mimetico. In questa categoria ci sono coloro che hanno sviluppato la capacità di confondersi con l'ambiente, tanto da essere perfettamente invisibili. Se devono stilare un rapporto al computer, riescono a metterci settimane, cambiando continuamente stile, caratteri e grafici. Svolgono minuziosamente, con calma e precisione, i lavori che meno li annoiano, ottima tattica per evitarne altri più gravosi. Ma a forza di rendersi trasparenti, finiscono ahimè per esserlo anche per quanto riguarda i rari aumenti e promozioni.
Il venditore. Questi si comporta come un piazzista di se stesso. Conosce perfettamente il nocciolo della questione, e cioè che la merce non è il lavoro, il risultato, ma la visibility, e quindi non perde occasione di promozione e di evidenza, convinto che prima o poi i frutti non tarderanno. Di solito riesce a trovare qualche capo che lo sponsorizza, e a inserirsi all'interno di cordate aziendali. È, si può dire, la versione rampante del tipo attivo.
Lo sgobbone. Diciamo che è la versione scema del tipo attivo. Di solito ha un minimo di anzianità e di esperienza. Lavora sul serio e suda, cerca di tappare di persona tutte le falle dell'organizzazione, sinceramente convinto che servano martiri ed eroi per mandare avanti la baracca. Ha la profonda convinzione, senza alcuna sfumatura di presunzione, di essere l'unico che può salvare la nave dall'affondare. E come tale si comporta. Dà estrema importanza al lavoro pratico e trascura gli abbellimenti. Fa molto comodo a qualsiasi giovane manager che voglia far carriera sulle spalle di qualcuno. Solo per autentici masochisti.
Il deluso. Versione sfigata del mimetico, vorrebbe trovarsi una nicchia ma non ci riesce, è incapace di fingere il lavoro quando non c'è, non può impedirsi di oziare, e spesso viene colto in fallo. Di solito ha una pessima opinione del management attuale, più o meno giustificata, e se la lascia sfuggire, di tanto in tanto. Aveva peraltro la stessa opinione del management precedente, e di quello prima ancora. Non è un vero pigro, anzi: se gli danno da sgobbare sgobba, e magari è competente. Però è già marchiato come dissidente e lavativo. Assolutamente da non imitare e da evitare.
Il libero battitore. In ogni organizzazione ce n'è almeno uno. Sfuggente ed evanescente come una anguilla, passa indenne attraverso cambiamenti, ristrutturazioni, tempeste di ogni tipo, continuando a lavorare poco, fare solo quello che gli piace, e quando vuole, senza mai nessuno che lo inchiodi. Non c'è niente da fare: è uno che conosce bene le regole di sopravvivenza. Potrà persino fare carriera. E non c'è da meravigliarsene troppo.
Il presuntuoso. Arriva con un'aria da aristocratico inglese, distrattamente elegante, convinto di poter insegnare tutto a tutti. Ben di rado trova chi lo mette a posto, a meno che non sia particolarmente stupido. A volte acquisisce rapidamente prestigio: in un ambiente di ignoranti essenziali, di analfabeti di ritorno, di insicuri, chi ostenta sicurezza è un'ottima ancora a cui aggrapparsi. Conosce bene la regola: se vi fanno una domanda, date una risposta qualsiasi, senza pensarci troppo. L'importante è che ne sembriate convinti voi stessi.
Il grintoso. Più che sulla presunzione, fa leva sull'aggressività. Mostra sicurezza di sè e attitudine al comando. Soffoca gli altri, specie se più competenti di lui, assume con disinvoltura ruoli non suoi, finchè tutti finiscono con l'attribuirglieli. Ha molto spazio soprattutto nelle organizzazioni dove sono assenti figure padronali-manageriali di spicco, mentre prevale l'ipocrisia un po' meschina alla Don Abbondio. I danni che questo personaggio può fare sono proporzionati alla sua carriera, e comunque sempre ingenti.
L'accaparratore. Conscio che la funzione è il nocciolo della questione, punta a conquistarsela con tutti i mezzi. Sa che solo acquisendo spazi può riuscire a giustificare la sua presenza, a rischiare meno durante le ristrutturazioni, ad avere qualche sospirato aumento di stipendio, a evitare di lavorare. Dunque si intrufola dappertutto, si appiccica etichette, presenta lavori non suoi, sottrae incarichi senza troppi complimenti. Alla lunga, forse non farà carriere sfolgoranti, ma non sarà mai neppure esposto a cadute rovinose.
Ecco qua: fate le vostre scelte, e poi, come si dice, dimmi con chi prendi il caffè, e ti dirò quanto durerai.
Milena Debenedetti
pennarossa.it ©2002
la prima puntata: il manager
la seconda: l'orario flessibile
la terza: i corsi aziendali (parte prima)
la quarta: i corsi aziendali (parte seconda)
la quinta: con il peluche sullo stomaco
la sesta: fresconi di laurea (parte prima)
la settima: fresconi di laurea (parte seconda)
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