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Le parodie. Le pagelle degli Azzurri: il senso della misura

6 giugno 2002
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Dallo speciale satirico Immondiali di Pennarossa.it e Trascendentale.org:

in esclusiva per voi la rituale sintesi delle misurate pagelle dei nostri quotidiani sportivi all'indomani del trionfo con l'Ecuador.

Buffon. Basta la sua figura, maschia e fiera, per spaventare gli avversari. Pur non toccando un solo pallone, appare più virile di Zoff, più sicuro di Albertosi, più agile di Zamora. Voto 8.

Nesta. S’invola nelle palle alte come il dio alato Mercurio, anticipa i tempi come un Napoleone Bonaparte, esce sudato e fiero come un soldato del Risorgimento Italiano. Giù il cappello. Voto 9.

Doni. Tocca due soli palloni, ma con quanta maestria! Sembra un fantasma, ma esegue semplicemente le perfette consegne tattiche di Trapattoni. Insostituibile. Voto 8.

Cannavaro. I suoi capelli al vento e la faccia da eterno guascone emozionano fino alle lacrime quando biascica addirittura "elmo" e "testa" durante l’esecuzione del Nostro Inno. In difesa è un mastino, un condottiero, un esempio, un’icona. Impareggiabile. Voto 9.

Zambrotta. Dove sono ora i suoi vili detrattori? Dove sono quei pennivendoli che ne criticavano la convocazione? Lo juventino è semplicemente perfetto: distribuisce palloni e calcioni con la stessa intensità. Immacolato. Voto 9.

Maldini. Avrà anche la dentiera, la panciera, il busto e una gamba di legno, ma il vecchio Maldini è stato perfetto. Fa una progressione irresistibile di 50 metri, come ai tempi del grande Milan, dopodiche rifiuta sdegnosamente la maschera di ossigeno che la panchina gli porge. Eroico. Voto 9.

Panucci. Come abbiamo potuto privarci di un tale campione lasciandolo emigrare in Spagna qualche anno fa? Bravo di testa, preciso di piede, bello da vedere, elegante, distinto, unico. Voto 9.

Tommasi. Grande in difesa, preciso in attacco, impegnato nel sociale, sa anche scrivere e perfino leggere. Fulgido. Voto 9.

Di Biagio. Chiamato ad arginare il gioco avversario, si segnala anche in fase di costruzione: un passaggio di piatto e due falli laterali. Chi l’ha detto che all’Italia manca classe? Voto 8.

Totti. Daremmo tutti nostra figlia in sposa a un uomo così. Preso di mira dagli avversari, picchiato, martoriato, torturato, cammina sopra queste bassezze e illumina la scena con lampi di classe eccelsa. Favoloso. Voto 10 e lode.

Vieri. Al suo primo gol abbiamo visto la luce, al secondo abbiamo capito perché l’uomo è stato creato. Per adorarlo, amarlo, applaudirlo. Dio. Voto 10 e lode.

Trapattoni. Maestro di calcio e di vita, sdrammatizza tutto con la sua inconfondibile mimica e con gioiose bestemmie da portuale. Perfetto. Voto 10.


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