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Le parodie. Tra gogna e vergogna: le pagelle degli Azzurri

14 giugno 2002
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Dallo speciale satirico Immondiali di Pennarossa.it e Trascendentale.org:

in esclusiva per voi la rituale sintesi delle misurate pagelle dei nostri quotidiani all'indomani della sconfitta con la Croazia.

Buffon. Non sa opporsi né alla prima conclusione, facile, né alla seconda, ridicola. Indegno di indossare la maglia nera che fu dei grandi Zoff e Albertosi. Ridicolo. Voto 2.

Panucci. Perché non lo abbiamo lasciato all’estero, dove intelligentemente lo mandammo a giocare? Cross miserandi, recuperi erronei, errori madornali. Pietoso. Voto 3.

Cannavaro. Fastidioso e guasconesco, capellone e strafottente. Non ne imbrocca una e si fa irridere dai fieri slavi. Scandaloso. Voto 1.

Nesta. Una fratturina al piede è sufficiente per abbandonare il campo di battaglia. E allora, Enrico Toti? Vergogna, vergogna, vergogna. Voto 3.

Maldini. Recuperato a tempo record da una sciatalgia, giuoca malissimo: la dentiera non tiene, la panciera neppure. A casa, assieme al papà e al parrucchino. Voto 0.

Zambrotta. Dove sono coloro i quali ne hanno caldeggiato l’assurda convocazione? Solo noi, ahimè, siamo stati sventurati profeti di questa ignominia. Immateriale. Voto 1.

Tommasi. A che serve leggere libri se poi non si è in grado di leggere le fasi del giuoco? Troppi sforzi intellettuali hanno minato la combattività di questo sopravvalutato giovane, rammollito e debosciato. Voto 3.

Zanetti. Quando abbiamo visto il suo nome in formazione pensavamo a uno scherzo. Ma chi è costui? Forse Trap pensava di aver convocato il virile Zanetti argentino. Un fantasma. Voto 2.

Doni. Da quella faccia perennemente stravolta, quei capelli lunghi e untuosi, quel muoversi sgraziato e disarmonico, cosa pretendevate? Sbaglia un gol che avrebbe segnato perfino Ciccio Graziani. Voto 1.

Totti. Da lui la Patria s’attendeva ben altro. Era ben facile gigioneggiare contro la ridicola difesa ecuadoregna! Qui basta che un terzinaccio, panchinaro nella nostra serie B, gli resti incollato per farlo sparire dal campo, vile e bieco traditore. Corte marziale. Voto 0.

Vieri. Una miseranda e inutile rete segnata, e una miseranda e ancor più inutile rete annullata non bastano a far di un brocco un campione. Dov’è nei restanti 88 minuti? Abulico. Voto 3.

Materazzi. Ah ah ah! La nostra classe ci impedisce di infierire su un giocatore che, entrato a freddo, è il maggior responsabile della sconfitta. Perciò ci limitiamo a definirlo un uomo da nulla, un povero relitto della società, un errore/orrore nell’evoluzione del calcio. A mai più rivederlo. Voto 1.

Inzaghi. In soli tre minuti riesce a rovinare il pareggio dell’Italia strattonando stupidamente il suo marcatore. Pubblica gogna! voto 2.

Trapattoni. Una condotta tattica degna dei suoi codardi predecessori, da Fabbri a Vicini fino a Maldini. Ma noi lo avevamo sempre detto: è solo un vile catenacciaro. Basta una sconfitta per metterlo in discussione? Basta e avanza. Tutti in coro con noi: Di-mis-sio-ni! Di-mis-sio-ni! Voto 0.


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