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Le parodie. Silvio Berlusconi.

12 maggio 2003
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Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Amici,
non essendoci motivo, come ben sapete, di commemorare il 24 aprile, ho scelto di concedermi una breve vacanza in America. Ed è con immensa gioia che vi comunico di aver finalmente trovato la città modello per l’Italia che ho in mente.

Vagavo annoiato con il mio elicottero da trasferta quando m’imbatto in questo paradiso terrestre: una città dove tutto è bello, lindo, pieno di persone felici che ridono, saltellano e soprattutto comprano, comprano, comprano: di tutto e di più.

“Dove siamo - chiedo al mio staff - Los Engels? Fenics? Uoscinton?”
- Disneyland - mi spiegano.
Eccitato, mi metto subito a cercare il sindaco per scoprire il segreto di cotanta meraviglia.

“Vù iz the premier of this tàun?” chiedo col mio impeccabile inglese a una ragazza sui pattini a rotelle. Costei, zelante ed efficiente da far schiattare Pera, mi mette uno zucchero filato in mano, un cappellino rosso in testa e mi ci accompagna subito.

Il sindaco! Appena lo vedo quasi piango di gioia. È esattamente come me. Non altissimo, lo stesso abito 365 giorni l’anno, un sorrisone perenne. Si presenta: si chiama Maus, Michi Maus.

“Mister Maus, tell mi iour segret!” lo imploro. Allora lui mi presenta i suoi sottoposti, anch’essi - meraviglia! - simili ai miei: uno alto, tonto che fa quasi tenerezza. Si chiama Pippo ed è sputato a Fini.
L’altro si chiama Pluto e sta al guinzaglio, proprio come Bossi. Però è più bravo, perché non sbava.

Mentre visito la città ho le lacrime agli occhi: quanti supermercati! Quanto shopping! E neanche un barbone, una donnaccia, un operaio, un sindacalista, un comunista! E - udite udite - niente tribunali, giudici, pubblici ministeri. “Uonderful! - mi congratulo col sindaco e sono commosso e raggiante come non mai.

Ma... sorpresa! Improvvisamente il sindaco mi guarda negli occhi e scuotendo il testone comincia a singhiozzare.
- Guagliò, ma nun capisci? Macché uonderfulle! Accà è tutta ‘na finzione! Io per primo sono un poveraccio sottopagato, costretto a fare il buffone per campare. Acca nisciuno è contento. Questa è tutta ‘na farsa, na commedia...

Per un attimo resto interdetto. Poi il mio genio prende il sopravvento e finalmente capisco.
“A-ha! - grido - Giù la maschera maledetto impostore! Tu non sei il vero sindaco di questa città: tu sei Giuliano Amato! Ti ho riconosciuto! Sei esattamente come ti disegna il mio amico Forattini!

Con un balzo salto sul mio elicottero, investo una maga e tre nanetti ma riesco a fuggire e a tornare da voi.

P.S.
Una grande notizia: prima di investire la maga, le ho rubato la bacchetta magica.
Yuk! Ora sì che ci divertiremo.

(m.r.)

pennarossa.it ©2003

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