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Non tifate quella porta

Dalla preparazione alla disfatta, il campionato 2002-2003 degli Amatori Settecà

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Girone d'andata

Qui l'infame girone di ritorno

Venerdì 11 ottobre

Ecco la cronaca spicciola del lungo mese di preparazione.

I nuovi arrivi. A indebolire ulteriormente la squadra sono arrivati tre ventenni. Questa età, sinonimo della massima potenza e vitalità nel calcio professionistico, è una iattura tremenda nel calcio amatoriale.
I ventenni amatoriali non hanno realmente vent’anni: come Zelig, si tramutano in quarantenni quando è ora di palleggiare, sessantenni quando si fa tattica, ottantenni quando si corre. Criticati ed emarginati, hanno due alternative: darsi al cineforum o invecchiare precocemente e diventare dei veri Amatori. Tra le due alternative, la seconda è decisamente la peggiore.
D’altra parte, se uno a vent’anni passa le serate in un campo da calcio invece che in giro per il mondo, ha esattamente quello che si merita.

Gli addi. Nessuno, purtroppo. Solo Ino Meda ha saltato tutta la preparazione perché voleva correre la maratona di Venezia a fine ottobre. “Non vengo a infortunarmi su quel campaccio” ha detto. Si è infortunato su strada.

Rivoluzioni e involuzioni. Dopo un anno da mister (e i conseguenti dodici esaurimenti nervosi), il portiere tuttofare Franzon ha lasciato il timone all’autore di queste note, già preparatore atletico della squadra.
Dopo centosei anni di marcatura a uomo, costui ha introdotto la zona, già testata con ottimi risultati nelle prime amichevoli (vedi sotto).

Ecco la perfetta disposizione a zona degli Amatori al fischio d’inizio delle partite.

Ed ecco la perfetta zona degli Amatori dopo quindici secondi di gioco. Ma stiamo migliorando.

La preparazione (solo per veri appassionati!). Siccome quest’anno siamo in un girone di ferro - non ci sono neanche più gli americani, unici punti sicuri! - la preparazione è stata durissima. Forte della sua esperienza di collaboratore al NuovoCalcio e di lunghi studi estivi, l’allenatore ha impostato così i due allenamenti settimanali:
- 4 ripetute sui 4 minuti (seguono bestemmie e insulti);
- 2/3 serie di va e torna (seguono aggressioni fisiche);
- didattica della zona (segue esonero immediato);
- lunga partitella (segue perdono con la condizionale).

Le amichevoli. La prima uscita con i cugini giovani dello Spes (vedi il derby) ci ha visto sconfitti per 2-1. D’altra parte loro hanno Dani, Sgreva & C. a centrocampo.
La seconda uscita, contro il Lerino, ci ha visti sconfitti per 4-1. D’altra parte noi abbiamo Franzon in porta e Stambino in marcatura.

Varie ed eventuali. Dopo un solo mese, la situazione è già disperata.
Il campo per cominciare, ha un’enorme chiazza di terra in mezzo al verde: ci ha spruzzato mezzo chilo di diserbante il grande Giulio, assalito dalle vespe mentre cercava di distruggere un alveare abusivo sul pilone della luce.
La macchina per tirare le righe del campo si è inchiodata, mezza recinzione è crollata, una banda di ragazzini ha rubato tutti i vecchi palloni.
Ma il dio del calcio non si illuda: il Dio Serpente ne ha portati una dozzina di nuovi.

Venerdì 18 ottobre

Ecco la nostra preghiera della vigilia all'irascibile dio del calcio amatoriale.


Dio del calcio amatoriale,

a te che in mille modi ami manifestarti - zolla, tana di talpa, arbitro ubriaco, pallone gibboso, buco nella rete, tackle scivolato - questa preghiera porgiamo.

Fa che non ci facciamo male. E non perché ci dispiacerebbe star fuori dal campo di gioco. Ci dispiacerebbe star fuori di casa, giacché un marito amatore è già un dramma, ma un marito amatore azzoppato è una delle principali cause di separazione e divorzio. In cambio di questo, a te sacrifichiamo sei sconfitte, tre autogol e quattro figure di merda.

Fa che almeno due terreni su quattordici abbiano l'erba. Quanta non importa, anche tre soli fili, protetti da filo spinato e guardie armate. Così, giusto per vedere com'è fatta. In cambio di questo, a te sacrifichiamo tre goleade, due rigori falliti e cinque espulsioni.

Fa che almeno tre spogliatoi non siano stati progettati da Dario Argento. Che il rubinetto dell'acqua non passi da -30° a +70° semplicemente guardando la leva. Che, soprattutto d'inverno, ci siano le finestre, e magari anche le porte. Che lo spazio sia tale da potersi cambiare uno addosso all'altro o, al massimo, uno sopra l'altro. In cambio di questo, a te sacrifichiamo due pallonate in faccia, quattro sulla schiena e tre, ahi!, sulle balle.

Fa che quando si perde Fabio Cogo, il Nonno, Silvio e tutti i lamentosi perdano istantaneamente la voce. Fa che vi sia un improvviso black out delle comunicazioni, e ci sia risparmiato il supplizio delle chiamate finto-dispiaciute dei non convocati ("Uh, che peccato: perso un'altra volta?"). Ma soprattutto fa che gli infami non vincano proprio quella volta in cui si sposa il fratello - maledetto - e non c'è modo di evitare. In cambio di questo, a te sacrifichiamo una tripletta del proprio uomo, due tunnel umilianti e tre dribbling ubriacanti.

Come vedi, ti abbiamo sacrificato l'intero campionato. Ma ora guarda i nostri volti speranzosi ed esaudisci le nostre preghiere. Buon campionato.


Il campionato

Amatori Settecà - Amatori 99 0-1 (0-0)

prima giornata, sabato 19 ottobre, pomeriggio, Settecà

I protagonisti: Franzon in porta; Stambino, Mat, Corona, Asto in linea; Oscar, Martino, Silvio, Serpe, Torta in mezzo, Loris punta. Ripresa: Fabio libero, Marco seconda punta, Edo in mezzo.
Reti: ah ah!
Il migliore: il loro dieci
Il peggiore: i nostri undici

Neanche un telecronista Fininvest - quelli che si agitano e urlano ATTENZIONE! anche per un rinvio dal fondo - sarebbe riuscito ad animare questa partita inguardabile e ripetitiva come un testo di Branduardi: avversari in attacco e noi in affanno, noi in affanno e loro in attacco, loro a giocare e noi a sparacchiare via. Più che calciatori, sembriamo gli ometti del calcio balilla: spariamo via la palla solo di prima, neanche fosse radioattiva, altro che scottante.

Gli avversari, che ancora non ci conoscono, si complicano la vita ostinandosi, per tutto il primo tempo, a giocare. Stolti! Basterebbe loro stare tranquilli e buttare qualche palla in avanti. Finalmente, nella ripresa, ci arrivano: un lancio innocuo in mezzo all’area, Stambino e Fabio urlano “Tua!”, “Col cazzo! È tua invece!” “No, è decisamente più vicina a te!” “No! Saranno almeno quaranta centimetri, i tuoi trenta!” finchè arriva uno e, pigramente, la mette dentro.
Ma il tragico non è questo.

Il tragico è che che reagiamo. E crediamo tre palle gol. Tre: precise, nitide, armoniose. Tre!
Le sbagliamo ovviamente. Ma soprattutto, sprechiamo così tutto il bonus del girone d’andata. La pagheremo, dio se la pagheremo.


Colzè - Amatori Settecà 5-1 (2-1)

Seconda giornata, domenica 27 ottobre, mattina, Montegalda

I protagonisti: Franzon in porta; Serpe, Mat, Stambino, Asto in difesa; Oscar, Martino, Edo, Silvio in mezzo; Marco e Loris punte. Ripresa: giocano Corona, Paolo, Adriano.
Reti: Silvio
Il migliore: Tortato (in montagna con la famiglia)
Il peggiore: Stambino

“Complimenti ragazzi”, dice l’allenatore del Colzè incrociando i nostri sguardi a fine partita. “Complimenti de che?” ringhiamo minacciosi, constringendolo alla fuga bofonchiando un “Beh... per la sportività...”.
Ecco qua il Settecà: se non uccidiamo uno che ha il coraggio di farci i complimenti, come possiamo pretendere di vincere le partite? Tanto più che registriamo alcune aggravanti tecnico tattiche:
1) sull’uno a zero per noi - si era alla fine del primo tempo - ci si accordava così: “Stiamo calmi, che loro sono in barca”. Isterici e scoppiati, gli avversari s’insultavano tra loro.
2) esattamente due minuti dopo perdevamo due a uno. In barca salivamo noi, per non scendere più.
3) Stambino siglava un grandioso gol (1-2), con un colpo di testa sotto la traversa. La nostra però!
4) Franzon faceva venti rinvii dal fondo consecutivi fino al limite dell’area. La nostra però!
(Seguivano momenti di autentico panico. Anche perché i rinvii di Franzon sono a “effetto Cochise”, delle temibili rasoiate ad altezza uomo. Tre di queste palle spizzicate e un’acconciatura alla Nesta diventa un taglio alla Ronaldo.)
5) Stambino si scusava con gli avversari anche sul 5-1 per loro.
Annichiliti, distrutti, con le lacrime agli occhi, tornavamo a casa con una sola certezza: spegnere assolutamente tutti i telefonini. Incassare cinque gol è un supplizio, ma sorbirsi il finto dispiacere degli assenti è una tortura insostenibile.


Real Barbarano - Amatori Settecà 2-1 (1-1)

terza giornata, sabato 2 novembre, pomeriggio, Barbarano

I protagonisti: Franzo in porta, Mat libero, Serpe, Asto e Giuliano sull’uomo, Adriano sul 10, Oscar, Martino, Silvio e Davide in mezzo, Loris punta. In panca Paolo.
Reti: Silvio (rigore)
Il migliore: Davide (per la potenza sul campo)
Il peggiore: Davide (per l'impotenza sottoporta)

Il campo di Barbarano è una meraviglia: enorme, morbido, verde dentro, verde fuori, spogliatoi che potrebbero ospitare comodamente i Savoia (anche se avremmo altre idee al riguardo).
Una meraviglia sporcata da due soli particolari:
1) la presenza a bordo campo di una gigantesca mascotte di Italia 90 (ricordate? Ciao si chiamava quell’orrore a cubi)
2) la presenza dentro il campo degli Amatori Settecà.
La nostra forza è il terrore, ovvero la mancanza di sei titolari che ci obbliga a partire attenti e concentrati. Così concentrati, che dopo essere passati in vantaggi su rigore, subiamo il pareggio 5 secondi dopo.
Ma non importa.
La nostra arma segreta si chiama Davide. Unitosi alla squadra poche settimane fa, sembra un giocatore vero: ha le cosce il doppio di Stambecco, corre come una bestia, entra come un killer, calcia perfino in porta.
Speriamo resti immune.
Ogni volta che parte sulla fascia sinistra si porta via un paio di uomini.
Forse è immune.
Sembra un treno, nessuno gli sta dietro.
È immune?
Salta l’uomo, entra in area, è solo davanti al portiere già in lacrime. Ma gli calcia addosso, malissimo e pianissimo.
Lo portiamo subito a bordo campo, in barella, e la diagnosi è purtroppo terribile: non è immune. La Settecanite ha colpito anche lui! Su tutta la schiena gli sono comparse piccole macchie rosse, a forma di scarpone. Sono bastati pochi minuti, hainoi, per rovinare un’altra carriera.
Eppure la squadra continua a giocare. Dalla nostra finalmente anche un po’ di fortuna: Paolo, unico uomo in panchina con funzioni di guardalinee, massaggiatore, dirigente, entra per ritagliarsi la sua mezz’ora di gloria contrattuale ma prende una tacchettata sul muso dopo un solo minuto ed esce.
È un segno del destino: attacchiamo, creiamo alcune palle gol di cui una clamorosa, le sbagliamo tutte. Loro segnano nell’unica azione. Segue il solito, orrendo, triste, disperato forcing finale. Notizie orribili arrivano da Settecà: i cugini dello Spes hanno vinto di nuovo, terza vittoria consecutiva. Coraggio: mancano solo ventun giornate alla fine.


Amatori Settecà - Nanto 1-0 (0-0)

quarta giornata, sabato 9 novembre, pomeriggio, Settecà

I protagonisti: Franzo in porta, Fabio libero, Corona sulla punta, Stefano Germi a destra, Asto a sinistra, Oscar, Serpe, Matteo e Silvio a centrocampo, Loris e Marco punta. Nella ripresa: Adriano.
Reti: Silvio (rigore)
Il migliore: Stefano Germi (culo dell'esordiente)

Il Nanto è una delle pochissime squadre del girone che conosciamo bene. Nel lontano 1997 ci rifilò un 5-0 storico e altre scoppole minori negli anni seguenti. È dunque l’orgoglio a spianarci la strada verso la vittoria? Certamente: il sano orgoglio in compagnia del mai abbastanza omaggiato culo.
Oggi tutto è con noi, a partire dall’esordiente Stefano Germi - un glorioso passato in Terza categoria - che non avendo ancora contratto la Settecanite gioca una gara esemplare. Inoltre il Nanto prende il gol a 2’ dal termine: ce ne fossero stati altri 10 avrebbe vinto 5-1.
Ma perché volare sempre basso? La vittoria in fondo è meritata: abbiamo superato la metà campo almeno cinque volte e tirato due volte in porta. E il gol, beh, il gol è tutto merito del loro stopper, che stende Loris appena dentro l’area: non sa, il tapino, che il nostro bomber ha fatto 2 gol in 5 stagioni! Lo avesse lasciato libero di tirare, avrebbe fatto un perfetto assist: per il loro contropiede però.


Amatori Settecà - Excelsior Barbarano 1-3 (0-2)

quinta giornata, domenica 17 novembre, mattina, Settecà

I protagonisti: Franzo in porta, Fabio libero, Garzo sulla punta, Stefano Germi a destra, Giulio a sinistra, Adriano davanti alla difesa, Oscar, Serpe e Silvio a centrocampo, Loris e Davide punte. Entrano nella ripresa: Corona, Marco, Torta.
Reti: Serpe
Il migliore: Il loro centravanti
Il peggiore: Torta (entra ed esce, tipo porta girevole)

Da una squadra che si chiama Barbarano Excelsior ci aspettavamo una banda di fighetti preoccupati di non sporcarsi le scarpe nel fango. Sono invece undici corazzieri, guidati da una delle figure più clamorose del calcio dilettante: il centrocampista col tutore.
Il tutore è quell’appariscente imbracatura con cui i dilettanti giocano dopo la rottura del legamento crociato. Ha lo stesso valore della benda sull’occhio dei pirati o le cicatrici sul viso degli ex carcerati: un segno di classe e distinzione.
Il centrocampista col tutore non solo assomiglia a Robocop, ma gioca con la stessa meccanica precisione: lancia a 40 metri col mirino, non perde un contrasto, impartisce ordini ai compagni e molto spesso anche all’arbitro.
Non abbiamo speranze contro un tutore. E comunque basta guardare il nostro centrocampo di fronte al loro. Noi: Oscar (166 cm, 55 chili), Silvio (168 cm, 58 chili), Adriano (163 cm, 53 chili). Loro, una media di 188 cm per 80 chili.
Ma sono forse queste sciocchezze che decidono il calcio? Macché! L’importante è fare gol. E infatti loro ne fanno: due nei primi cinque minuti. Noi no.
Altre notizie in breve: Franzo para il suo primo rigore (sarebbe stato il 4-0), Serpe segna il suo primo gol della stagione, Davide e Marco, ex giovani promesse, sono ormai settecani a tutti gli effetti: immarcabili in allenamento, inquietanti in partita.
Fortuna che il calcio vero ci indica la via per uscire dal tunnel: la colpa è degli arbitri, venduti e schifosi, che rispondono a una cupola mafiosa guidata dai cugini dello Spes Settecà, che infatti veleggiano a punteggio pieno. Se vogliono farci retrocedere, ce lo dicano chiaramente. Anche perché, non esistendo una serie inferiore a questa, non sapremmo proprio dove andare a giocare.


Centro Gas Lumignano - Amatori Settecà 1-1 (0-1)

sesta giornata, domenica 24 novembre, mattina, Lumignano

I protagonisti: Franzo in porta, Matteo libero, Garzo e Stambino sulle punte, Stefano Germi a destra, Asto a sinistra, Serpe, Silvio e Martino a centrocampo, Loris e Oscar punta. Nella ripresa: Torta.
Reti: Oscar
Il migliore: Garzo (marca uno che ha fatto l'Eccellenza)
Il peggiore: c'è bisogno di dirlo?

Lumignano è celebre per due cose: i bisi, ovvero i piselli, rinomati in mezzo mondo e la palestra di roccia, meta degli appassionati di tutta Europa. Nel suo piccolo, il campo da calcio è celebre per gli spogliatoi più stretti d’Italia: ci si cambia uno sopra l’altro, ottimo sistema per cementare il gruppo e veder sbocciare nuovi insospettabili amori.
La partita sta tutta negli ultimi secondi di gioco. In vantaggio per uno a zero con un gran gol di Oscar, esattamente mentre l’arbitro sta per fischiare la fine, Franzo esce in presa sicura sull’ultimo cross, senza pretese, dei demoralizzati avversari, capaci di sbagliare qualcosa come cinque palle gol, di cui due a porta vuota.
Per questo il “Mia!” di Franzon non è solo un urlo di trionfo, il punto esclamativo su una grandiosa vittoria esterna, ma il vagito primordiale di chi ha finalmente la certezza che il mondo del calcio non è affatto giusto, e che anche degli sfigati come noi possono impunemente rubare, così come fanno i politici, gli industriali, le banche, e insomma tutti i potenti del mondo.
Tale è la potenza dell’urlo che tutti gli avversari si fermano e neppure tentano di disturbare la sua presa. Solo e tranquillo, Franzo non ha nemmeno bisogno di rischiare la presa alta e sceglie la presa di petto, da tutti i manuali di calcio considerata più affidabile e sicura. Nessun manuale specifica però che la presa è affidabile purché i pettorali siano più evidenti o almeno pari al volume della pancia. Sul prominente e gommoso stomaco di Franzo, la palla rimbalza allegramente, sguscia dalle braccia frollose e cade giusto sui piedi dell’attaccante, che a porta vuota segna.
Ebbene sì, il mondo ha un senso. Il nostro campionato purtroppo no.


Amatori Settecà - 7 Mulini 2-2 (0-2)

settima giornata, venerdì 6 dicembre, sera, Settecà

I protagonisti: Franzo in porta, Fabio libero, Garzo e Asto sulle punte, Mat, Stambino, Silvio, Serpe e Martino nel marasma, Oscar e Torta di punta. Entrano nella ripresa Adriano e Marco.
Reti: Martino (2)
Il migliore: il valoroso bomber
Il peggiore: l'iroso psicopatico

Alla fine del primo tempo, sul due a zero per loro, il nostro spogliatoio sembra una cappella funebre, e non solo per l’arredamento e la temperatura. Il mister (ovvero chi scrive) riflette non sulla miglior tattica bensì sulla miglior scusa per abbandonare definitivamente: ritorno di pubalgia? Lavoro inderogabile? Out out della moglie? Improvvisa passione per gli scacchi? Tanto più che, come da tradizione, i dissidenti politici degli Amatori non esprimono in faccia all’interlocutore il loro disprezzo, ma tramano solitari fuori dalla porta. Sarà per questo che nello spogliatoio rimango io solo?
Sta di fatto che, con un’arrembante ripresa, pareggiamo i conti con due gran gol di Martino in anticipo sul portiere. Particolarmente bello il secondo, in cui il neobomber anticipa il portiere di testa rischiando la dentatura.
Ma la ripresa è valorizzata soprattutto dal ritorno di Antonio “Psyco” Astorino, il nostro terzinaccio che da sette giornate si comportava in modo curiosamente normale. Non aveva ancora incontrato un fine psicologo come il centravanti avversario.
Trascriviamo lo scambio dialettico, e non solo, tra i due.
- Astorino (livello Psyco: normale): intervento falloso, senza cattiveria. Punizione.
- centravanti: “Dio ...! Due, se no te si bon zugare, sta casa!”
- Astorino (livello Psyco: Renato Schifani): “Te sarè bravo ti!”
- centravanti: “Mi? Dove che go zugà mi ti gnanca te teo immagini! Gnanca ti poi verghene un’idea, ti, de dove go zuga mi! Gnanca te poi immaginarteo ti!”
- Astorino (livello Psyco: Vittorio Sgarbi): “Ma vaffanculo, va!”
- centravanti: furbo e impercettibile calcetto sugli stinchi, invisibile agli occhi di tutti i presenti.
- Astorino (livello Psyco: Hannibal Lecter): calcio volante in direzione culo con rincorsa e partenza roteante stile cartone animato giapponese.
La furibonda rissa che segue è prontamente sedata. Semplice ammonizione per entrambi dall’arbitro più buono, gentile e affabile che io abbia mai incontrato nella mia lunga e disonorata carriera.


Spes Settecà - Amatori Settecà 0-0

ottava giornata, sabato 14 dicembre, pomeriggio, Settecà

I protagonisti: Franzo in porta, Fabio libero, Garzo e Astorino sulle punte, Tortato a destra, Stambino a sinistra, Matteo, Corona e Silvio a centrocampo, Martino e Oscar di punta. Nella ripresa: Edo e Adriano.
Il peggiore: Silvio. Lamentoso, petulante, evanescente.

Riceviamo dal generale Custer e volentieri pubblichiamo:

Per mille Winchester! Era dai tempi di Little Big Horn che le mie vecchie pupille non vedevano un simile assedio. Proprio come allora, quando i maledetti musi rossi ci strinsero in una morsa e ci sterminarono uno a uno.
L'unica differenza è che noi eravamo in netta minoranza: uno contro dieci. Qui a Seven Houses le forze mi parevano alla pari, e ci ho messo un po' a capire il perché di tanta disparità
: l'arma, una specie di palla di cannone bianca, era sempre nella mani degli indiani. Essi la scambiavano velocemente e con eleganza per portarla in una specie di rete nel campo nemico, dove probabilmente sarebbe scoppiata uccidendo il loro generale.
Per mille Smith & Wesson, che emozioni! Da una parte una carica bestiale, quasi sovrumana, un'esibizione di furia e potenza. Dall'altra una difesa passiva, disperata,
strenua e commovente. Dieci uomini uniti a protezione del loro generale, l'unico coi guanti bianchi, pronti a sacrificare finanche le virili palle purché la bomba nemica non lo raggiungesse.
Nella grinta dello stopper Garzotto, un quarantenne prossimo al congedo costretto a inseguire aitanti guerrieri di vent'anni più giovani, ho rivisto l'attendente Mulligan, irto di frecce come un puntaspilli ma caduto solo dopo che gli diedi il permesso di morire.
Nel coraggio del terzinaccio Corona, che ingaggiava furiosi corpo a corpo in un centrocampo da subito in mano al nemico, ho rivisto il mio caporale Jackson, passato parte a parte da una lancia eppure ancora capace di sventolare la gloriosa bandiera del Settimo.
Nella testa bassa e ciondolante del centrocampista Silvio, perennemente avulso dalla manovra, ho rivisto il soldato Pequerock, che cercò d'imboscarsi perfino a Little Big Horn marcando visita, per un mal di denti, nel bel mezzo dell'attacco. Ma soprattutto, nei commento unanime del pubblico ho risentito con un brivido lungo la schiena la voce del tenente Gregor che, colpito a morte, mi sussurrava: "Questa non è una battaglia, questo è un massacro".


Amatori Settecà - Asiglianese 2-1

nona giornata, sabato 21 dicembre, pomeriggio, Settecà

I protagonisti: Franzo in porta, Fabio libero, Garzo e Astorino sulle punte, Tortato a destra, Stambino a sinistra, Matteo, Corona e Silvio a centrocampo, Martino e Edo di punta. Nella ripresa entrano: Serpe, Oscar, Giulio, Spaurà.
Reti: Martino, Oscar, avversari.
Il migliore: Piovra, che torna dal Belgio e ci fa un tifo bestiale.
Il peggiore: Piovra, che torna dal Belgio e non ha niente di meglio da fare.

Nel pre partita sfogliamo la loro distinta e trasecoliamo: il più vecchio è del 77, il più giovane dell’85! La media della loro squadra ha esattamente la metà dei nostri anni e in quelli di Corona ce ne stanno comodi tre. Il che, per loro, non è certo un vantaggio. Cogliamo anzi l’occasione per sfatare uno dei tanti miti del calcio dilettante:

“i giovani corrono per tre.”

Trattasi di una cazzata grandiosa. Nel calcio amatoriale i giovani hanno giustamente bel altro in testa che correre. Sono loro che, durante i duri allenamenti, rinnovano antichi trucchi mai sopiti quali “Scarpa Slacciata”, “Bisogno Impellente”, “Dolorino Acuto Che Passa Solo Per La Partitella”. Sono loro che confondo lo stretching con il chiacchiering, che vanno a letto come Vasco Rossi la notte prima della gara, che mangiano primo, secondo e dolce mezz’ora della partita. Fanno benissimo, per carità: ma poi i risultati si vedono. Perfino contro di noi!
I ragazzi dell’Asiglianese giocano un calcio spigliato e coraggioso ma noi abbiamo appena fermato lo Spes, mica bruscolini. La nostra forza è il terrore. La storia insegna che dopo una gara dignitosa abbiamo sempre fatto partite da scandalo. Non solo: da buona squadra totalmente priva di gioco, diamo il peggio di noi contro squadre deboli, che lasciano giocare. Se ci lasciassero tutto il campo libero, perderemmo uno a zero per autorete. Perciò entriamo in campo con 9 marcatori, divieto assoluto di tenere palla più di un secondo e quattro uomini in panchina pronti a sostituire il primo che alza la cresta.
In vantaggio grazie a una loro cappella, raddoppiamo in contropiede, subiamo un gol nel finale e tremiamo quanto basta per non perdere la convinzione di essere degli squallidi figuri.
Tra tante buone nuove, un solo problema: siamo in troppi. Grazie alla fase calante della preparazione, non manca più nessuno e siamo in diciotto, più o meno alla pari, che meritano di giocare. Alla ripresa degli allenamenti, per sfoltire la rosa, urgono una botta di ripetute e un paio di partitelle con Romano senza museruola.

(ps: lo sappiamo, il Settecà che vince e pareggia non fa ridere come quello che perde sempre. Ma per pietà, lasciate qualche soddisfazione anche a noi).


Riviera Berica - Amatori Settecà 2-3 (1-1)

decima giornata, sabato 1
1 gennaio, pomeriggio, Riviera Berica

I protagonisti: Franzo in porta, Fabio libero, Corona e Astorino sulle punte, Stambino a sinistra, Matteo e Adriano in mediana, Silvio in mezzo, Martino a sinistra, Oscar a destra, Loris di punta. Nella ripresa entrano Edo e Spaurà.
Reti: Martino, avversari, Martino, avversari, Matteo.
Il migliore: Corona, perfetto nel suo habitat fango.
Il peggiore: Stambino, distratto e petulante.

Tra le caratteristiche più singolari del calcio amatoriale c'è l'elasticità degli orari di gioco. La pochezza di campi fa sì che i migliori orari siano preda di squadre ricche e potenti, lasciando via via agli altri i momenti peggiori della giornata. A noi amatori capita perciò di giocare, in pieno gennaio, alle 8,30 di mattina. Può succederci perciò di:

- partire da casa alle 7,15, essere fermati dalla polizia, scambiati per discotecari ritardatari del sabato sera, costretti al test alcometrico, sottoposti a perquisizione, rilasciati con sospetto. E quindi:

- arrivare in ritardo al campo, blaterare giustificazioni a cui nessuno crede, finire punitivamente in panchina, intrizzirci come ghiaccioli. Ma poi, che fortuna:

- entrare in campo d'improvviso, inerti e incapaci di muovere un muscolo, freddati dal solito odioso numero 7, piccoletto e cappellone, che segna ed esulta con il gesto dell'ombrello.

In questa trasferta il fischio d'inizio è fissato alle una e mezza.
Noi ci troviamo un'ora prima, per riscaldarci bene, ma l'addetto al campo arriva fischiettando alle una e dieci. Non si scusa, anzi ci odia apertamente perché "roviniamo il campo che poi gioca la Terza."
La Terza! Nei campi dilettanti, è una parola magica, come dire il Papa o Dio. La terza rappresenta il Paese, la Gente, il Comune, il Futuro. Noi siamo parassiti, che l'addetto torturerà con tutte le armi in suo possesso.
Il tè dell'intervallo sarà servito con abbondante bromuro e temperatura vulcanica.
L'acqua delle docce sarà sotto lo zero, con un getto tipo sputo.
L'acqua per pulire le scarpe, per dileggio, uscirà a 70° con la forza di un'idrante da autobotte.
Silvio, che tenterà di docciarsi nascosto in una Tepa Sport, sarà smascherato e cacciato, seminudo.
Ma ci lasciamo massacrare volentieri, giacché vinciamo con un gol negli ultimi minuti, raggiungendo l'impensabile record di due vittorie di fila, firmato nell'incredibile stagione 1997-98. Ma allora era diverso. Avevamo due giocatori veri, che avrebbero potuto giocare perfino in Seconda.
Seconda! Solo per aver pronunciato questa parola,
ci siamo assicurati dal dio del calcio dilettante la certezza di almeno tre sconfitte consecutive.


Amatori Settecà - Pro Albettone 2-2 (0-2)

undicesima giornata, sabato 1
8 gennaio, pomeriggio, Settecà

I protagonisti: Franzo in porta, Corona libero, Garzotto e Astorino sulle punte, Serpe a sinistra, Matteo e Adriano in mediana, Silvio in mezzo, Martino a sinistra, Oscar a destra, Loris di punta. Nella ripresa entrano Edo e Stambino.
Reti: avversari, avversari, Loris, Serpente.
Il migliore: Edo, che dona la virilità per la squadra.
Il peggiore: Serpe, per gli insulti ai compagni.

Succede sempre così: quando l'amatore medio affronta una squadra meno quotata non basterebbero dieci Mazzone per caricarlo come si deve. È una legge non scritta: mettete la Juve contro undici amatori e dite loro che hanno tre punti in meno: tenteranno subito di fare un tunnel a Montero.

Al grido di "Stiamo calmi, non sottovalutiamoli!", eccoci immediatamente in nove dentro la loro area (Corona, prudentemente, sta nel semicerchio). Loris spreca subito un gol fatto, ma l'azione è così bella che i nostri cominciano leggerissimamente a montarsi la testa: Silvio cambia le Pantofola d'oro con delle più comode pantofole vere; Martino estrae uno specchio da beauty case da un parastinco, che poi ha un appuntamento; Oscar (studente) ripassa la fascia e contemporaneamente il Bignami che domani ha un esame.

Ma, orrore! Un avversario entra in area! Come si permette? Corona, purtroppo nel ruolo di libero per l'assenza di Fabio (dalla visagista, forse), lo stende di brutto. Poi cerca di convincere l'arbitro che per regolamento non si entra mai nell'area di uno squadrone senza essere invitati. Ma niente da fare: rigore e uno a zero. Al grido di "Stiamo calmi, non scopriamoci, manca una vita", eccoci tutti undici nell'area avversaria: contropiede e due a zero.

In spogliatoio si fa strada un'idea: e se fossero più forti di noi? Tanto basta per rubare il pareggio: gran colpo di testa di Loris su angolo e, ancora su angolo, gran gol del Serpe. Ingiustificate le proteste degli avversari: al momento del gol, Loris si era soltanto gettato a corpo morto sul portiere, ammanettandolo e incaprettandolo. Galvanizzati, ci gettiamo in avanti e rischiamo, all'ultimo minuto, di perdere meritatamente: paratona di Franzo e successivo salvataggio a corpo morto di Edo che pone la sua virilità in difesa della porta sguarnita. La fidanzata, incazzatissima, ci ha minacciato di non lasciarlo più giocare. E questa è la più buona notizia di tutta la giornata.


San Vito Noventa - Amatori Settecà 0-1 (0-0)

dodicesima giornata, sabato
25 gennaio, pomeriggio, Noventa

I protagonisti: Franzo in porta, Fabio libero, Astorino e Stambino sulle punte, Edo a sinistra, Serpe e Claudio in mediana, Silvio in mezzo, Martino a sinistra, Oscar a destra, Loris di punta. Nella ripresa entrano Germi, Adriano e Matteo.
Reti: Matteo
Il migliore: il quarto uomo (vedi più avanti).
Il peggiore: i protestanti (dieci ventiduesimi).

Il campo di San Vito, a Noventa, non è solo un campo da calcio. È anche, ci crediate o no, una piattaforma di atterraggio per gli elicotteri. Il fatto è che nelle vicinanze c’è l’ospedale, sprovvisto di pista, e questo è l’unico spiazzo sufficientemente largo allo scopo. Sebbene non ci sia un traffico tipo New York Hospital, qualche anno fa a noi capitò di trovarcene uno davanti nel bel mezzo di un contropiede.

Ma questo è niente: la novità è che, da quest’anno, all’altezza della bandiera del corner qualcuno ha sistemato una Madonna in grandezza naturale. Si tratta probabilmente di una vecchia statua che nessuno sapeva dove mettere (pare brutto buttarla nel cassonetto). Fatto sta che la visione di un quarto uomo con aureola è inquietante.
Il più disturbato è Antonio Astorino, il nostro terzinaccio celebre per le colorite imprecazioni. Asto è capace di bestemmiare anche mentre dorme, e forse anche mentre dice “ti amo” alla sua donna. La visione dell’immacolata lo mette in una profonda crisi esistenziale.

La partita è già difficilissima a causa della loro posizione in classifica: il Noventa è ultimo, e il nostro non-gioco, spesso efficace contro formazioni attrezzate, non serve a niente. L’ultima volta che abbiamo sfidato un’ultima (torneo di maggio 2002) ne abbiamo presi cinque.

La gara si mette male: il centravanti-per-finta Loris si spegne dopo un quarto d’ora e Asto è così silenzioso che non sembra lui. Il che lascia perplessi noi ma soprattutto l ’arbitro che, insospettito e temendo chissà quale tranello, decide di cacciarlo con una doppia ammonizione del tutto gratuita.
È la nostra fortuna: gli avversari si esaltano e noi ci spaventiamo, cominciando così a macinare l’efficacissimo non-gioco che ci permette, con una zampata nel finale, di portare via la quarta vittoria. Chiudiamo il girone d’andata con il record del decennio: 4 vittorie, 4 pareggi, 4 sconfitte.

Ultima intuizione: abbiamo capito a cosa serve la madonna. La usano come barriera quando provano le punizioni.

pennarossa.it©2003

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Qui l'infame girone di ritorno!


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