pennarossa.it: satira e dintorni

alle radici
alla home

Trash test: le forze speciali della Libertà

18 febbraio 2002
.

L’amico premier ha parlato chiaro: è disposto a tutto per aiutare l’amico Bush. Anche a inviare i più agguerriti corpi speciali del suo esercito. Che noi, incuranti del coprifuoco sull’informazione, vi presentiamo uno per uno.

I blazers

Corpo d’elite dell’esercito italiano, talmente segreto che i suoi soldati sono tenuti a non farsi riconoscere da nessuno. A cominciare dal Fisco.

I Blazers sono addestrati in campi militari segreti detti Conventions, dai quali non trapela nulla, solo voci incontrollate. Si racconta di training durissimi: “Scuola di Polizza” - se questo è il vero nome - consiste nel penetrare nel rifugio di un terrorista. Qui il Blazer ha trenta secondi per assicurarlo alla giustizia, ma soprattutto alla Mediolanum.

Ancora più dura l’esercitazione detta “Spazio zero”: il Blazer, paracadutato in territorio nemico, deve occupare uno spazio pubblicitario e difenderlo con i denti. Successivamente, i rinforzi lo venderanno al migliore offerente. Privo di spazi, e soprattutto di sponsor, anche il più feroce terrorista diventa una merdaccia qualsiasi.

Che questi siano uomini disposti a tutto lo dimostra un dato certo: le prime vittime dei Blazers sarebbero i parenti più stretti e gli amici più cari. Con loro il Blazer testa le sue abilità, torturandoli in salotto con interminabili piani di previdenza, investimenti garantiti e banche virtuali disegnate attorno a te.

Gli Scajolas

È il reparto più temuto e invidiato, di cui già si favoleggia nonostante la recentissima costituzione.

Gli Scajolas nascono per le cosiddette azioni impossibili. Catturare Bin Laden in primis: perfino per i corpi speciali americani eliminare la sua efficientissima scorta è un problema irrisolvibile. Ma è proprio questa la specializzazione degli Scajolas: un blitz velocissimo, e tutte le scorte nemiche vengono eliminate dalla sera alla mattina.

Resta il problema di convincere Bin Laden a farsi catturare. E qui entrano in scena gli uomini di un altro efficientissimo reparto: i Bigbrothers.

I Bigbrothers

Giovane, forte, bello e pronto a tutto. La definizione perfetta del soldato, dacché esistono gli eserciti, si rispecchia nel Bigbrother. Come tutte le cazzate abnormi il Bigbrother è stato ideato in America, e come tutte le cazzate abnormi ha raggiunto il suo apice in Italia.

Il Bigbrother è più che un soldato scelto. Selezionato tra migliaia e migliaia di aspiranti (ai provini la ressa è peggiore che per un concorso alle Poste), il Bigbrother deve dar prova di non temere nulla: deve copulare con mezzi e partner di fortuna anche di fronte a migliaia di persone, come nemmeno un cane; deve convivere in cento metri quadri con decine di suoi pari senza impazzire, e soprattutto deve dire e fare una marea di cazzate senza provare vergogna.

L’addestramento è così duro che il Bigbrother è perfettamente operativo solo per un centinaio di giorni, passati i quali diventa un povero reduce che si trascina di programma in programma a criticare i Bigbrother dopo di lui.

Durante i cento giorni però, è una macchina da guerra invincibile. A lui spetterà il compito di finire Bin Laden: penetrato nella sua caverna, lo affronterà con argomenti tipo “Ecco, io penso, cioé credo, voglio dire che lo sviluppo dei bicipiti può essere anche soddisfacente in tre settimane, però i tricipiti, cazzo, ii tricipite è un problema...” e con battute fulminanti quali “Mi sono sforzato di far durare poco l’amplesso”.
A quel punto, senza sparare nemmeno un colpo, Bin Laden si consegnerà alla giustizia: contro questo occidente non c’è altro che la resa incondizionata.


Non lasciarci soli. Scrivi qui il tuo commento.

Alla home di Pennarossa


PennarossaPrimizie è il servizio che senza rompere l'anima (massimo due volte la settimana) ti avvisa per e-mail delle novità nel sito.
Scrivi il tuo indirizzo.