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Un nuovo coragioso collaboratore di Pennarossa ci invia questa preziosa testimonianza.
Forum dei movimenti autonomisti italiani alla Rocca dei Rettori di Benevento. Lo ha organizzato un settimanale, Benevento, il partito autonomista meridionale Ausonia, con il patrocinio (!) della Provincia di Benevento. La faccenda sembra essere seria, ci andiamo.
Lo scopo del convegno è diffondere lidea secessionista anche al Sud e trovare una linea comune ai molti (troppi) movimenti che affollano questa area politica. La sala è affollata, ma a cercare bene si scopre che 9 spettatori su 10 sono accompagnatori dei congressisti. Il decimo è un congressista.
Ad un cenno del coordinatore tutti gli iscritti ad intervenire prendono posto dietro i banchi del consiglio provinciale che, per loccasione, sono stati addobbati con le bandiere dei rispettivi movimenti. È una ridda di leoni di San Marco, spade crociate da guerra in Terrasanta, elmi svevi, trinacrie stilizzate, gonfaloni, stendardi e guidoni comunali. Sembra che il Palio di Siena, la Giostra del Saracino di Ascoli e gli sbandieratori di Fermo si siano dati appuntamento tutti qui, e che vogliano esibirsi tutti insieme.
Gli interventi sono carichi di odio e di spropositi. Pare un gioco a chi la spara più grossa. Non è facile determinare il vincitore. Il più citato resta Metternich che disse: LItalia è solo unespressione geografica, ma lo disse in tedesco. Siccome certe cose per il fatto stesso di essere state dette una volta sono reputate vere (Montesqueu), costoro non hanno dubbi in proposito e non sopportano che gli si dica il contrario.
Un toscano, un professore ex Pci che stampa un giornaletto di cui è direttore, redattore, unico articolista e che si firma direttore in prima, redattore in seconda, con nome e cognome in terza e in quarta pagina usa uno pseudonimo (un lettore), si accanisce contro gli immigrati iraniani. Proprio lui che potrebbe tranquillamente vendere tappeti in un suck di Teheran o giocare come oriundo nella nazionale di bocce di quel paese.
Un altro, un veneto fiero e severo che si definisce Ambasciatore Plenipotenziario del Veneto Serenissimo Governo (Governo che ha sede presso losteria La bisboccia di Porto Marghera), minaccia di parlare in dialetto visto che litaliano, idioma straniero, lo mastica poco e male. Suda copiosamente mentre legge il messaggio del capo del suo partito, uno di quei burloni che assaltarono il campanile di San Marco, e conclude inneggiando alla libertà per il suo popolo.
Un altro ancora, un milanese con la faccia da commenda e i modi spicci da uomo impegnato (il tempo è danaro), non è disposto ad aspettare ancora per molto la secessione. La Lombardia, dice, ha un terzo del Pil italiano per cui lautonomia può anche comprarla, gli altri si arrangino. Sono un uomo pratico, io. Lo stato dica quello che serve, poi ci mettiamo daccordo. Fino ad arrivare al momento clou di tutto il forum: lintervento del rappresentante siciliano. Un po Franco Franchi, un po Ciccio formaggio, luomo di Niscemi (almeno mi pare) decide di buttarla sul ridere, tanto per stemperare la serietà dei discorsi fatti sino a quel punto con un po di sano avanspettacolo.
Lino Banfi avrebbe preso appunti, Pingitore lo avrebbe scritturato al Bagaglino. I presenti si limitano a ridere e a prenderlo per i fondelli. Quello che mi dispiace - ha concluso - è che io a Niscemi sono solo e una cosa così proprio non la posso organizzare. Peccato, sai le risate che si sarebbero fatti i compaesani!
Per ultimo, quale onore!, ha parlato il rappresentante del Movimento Autonomista Meridionale Ausonia. Si è detto fiducioso, che anche il Mezzogiorno si sta svegliando da un millenario torpore. E lo ha detto dallalto degli 80 voti conquistati dalla sua lista alle ultime comunali. Calcolando il numero dei componenti la lista Ausonia (la matematica come si sa non è unopinione) si scopre che in media ciascuno ha avuto 3 voti. Tenuto conto che hanno una famiglia (madre, padre, moglie, fratelli e sorelle) cè puzza di sabotaggio. Dando per scontato che sul proprio voto non ci dovrebbero essere dubbi, il franco tiratore lo si dovrebbe cercare tra le lenzuola o tra i genitori (no! La mamma no!).
Al termine degli interventi viene concesso alla stampa di fare qualche domanda. Ma dalle poltroncine del pubblico si alzano furibonde voci di protesta. Sono gli spettatori-accompagnatori che, con ammirevole tempismo, decidono di porre fine al dibattito dopo che alcuni di noi giornalisti hanno già fatto le prime domande. Fieri democratici, sostengono la tesi della nostra cattiva fede a spada tratta, dichiarandosi pronti a pestarci pur di farci comprendere i nostri errori. Pur apprezzando lidea, siamo costretti a declinare il gentile invito.
Uno Degli Unni
pennarossa.it ©2003
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