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Altro che Zaccheroni: gli schemi più innovativi e rivoluzionari sono quelli ideati dal turbinoso mondo del calcio dilettante. Eccone alcuni tra i più arditi, dedicati soprattutto a chi, in cima a una torre tra Lippi e Ancelotti non avrebbe dubbi: si butterebbe nel vuoto.
Lundici - zero zero
Schema ideato da Rocco Catenazzi, allenatore e guardalinee della Borgo Mimosa che, ultima in classifica nel campionato di Seconda categoria 2002-2003, bloccò sullo zero a zero la capoclassifica Periferia Pushers, fino ad allora a punteggio pieno. Ignorando per tutta la gara le loro atroci urla di dolore, Catenazzi schierò i propri giocatori sulla linea di porta: otto a formare una barriera verticale; i restanti tre in posizione orizzontale, sotto la traversa.
I Periferia Pushers tirarono in porta più di cinquecento volte, martoriando carni, ossa e legamenti nonché gonfiando nasi, labbra e occhi. Ma non la rete.
Sulla paternità dello schema è tuttora in corso una vertenza tra Catenazzi e settemila vignettisti di altrettante riviste di enigmistica.
Il cinque-nove-quattro-tre-uno-sei-uno
Schema ideato da Fulgido Volpini, allenatore della Polisportiva Borgo Squallido che permise di battere la temibile Macelleria Lo Giudice FC, contro cui Volpini doveva necessariamente vincere per salvarsi nel campionato di Promozione 2000-2001.
Si trattò semplicemente di procurarsi il numero del telefono portatile di Luigi Osvaldo Saviotti, aitante portiere della Macelleria Lo Giudice. Come la maggior parte degli italiani, Saviotti tiene il telefonino acceso in bagno, ai funerali, in aereo e durante gli amplessi. Figuratevi in campo.
Volpini incaricò la moglie Wally di comporre da casa il cinque nove quattro tre uno sei uno uno ogni cinque minuti esatti, per poi lasciar cadere la linea al momento della risposta.
Non esiste tortura peggiore per un essere umano del ventesimo secolo.
Dopo lottantanovesimo Pronto?!? a vuoto, Saviotti era psicologicamente distrutto e capitolò. Ironia della sorte, proprio sul tiro più telefonato dellintera stagione.
Il quattro quattro quattro
Ideale durante le nebbiose partite dellautunno padano, il quattro quattro quattro (detto anche, vedremo poi perché, quatto quatto quatto) è un brevetto di Walter Disonesti, allenatore, giocatore, presidente e sponsor della Walter Termoidraulica. La Walter Termoidraulica (WaTer per i tifosi) sfrutta la particolarità del proprio campo che vanta un bel filare di cipressi dietro alle panchine.
Nei momenti di bisogno, il giocatore della WaTer Mario Cocchetto detto Ugola millanta un infortunio e si getta a terra con un urlo disumano. Mentre tutti gli sguardi sono puntanti su di lui, da dietro agli alberi sbucano due giocatori della WaTer, precedentemente nascosti, che prendono rapidamente posizione in campo. LUgola torna in piedi: Nessun problema arbitro, tutto a posto e il gioco può riprendere. In tredici contro undici la WaTer riesce spesso a prendere il sopravvento. Non appena qualcuno comincia a sospettare, i due scompaiono con lidentico sistema.
Lo schema è facilmente replicabile, con la sola accortezza di non mandare in campo due capelloni in una squadra di skin heads o due watussi in una formazione di nanerottoli.
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