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Che emozione! Bruno Vespa scrive (anche) per noi!
Volentieri scrivo per questa nuova autorevole voce dell'informazione italiana. Non posso però promettere la continuità che vorrei: collaboro già con poche e selezionate testate, dai prestigiosi "L'Arena" e "il Messaggero" ai non meno prestigiosi "Aosta Fedele" e "Taranto Piccoli Annunci" fino agli autorevoli "Ciclocross Oggi", "Illusionista Liberal", "Il Corriere dell'elettrauto" e altre centosedici pubblicazioni.
Tema di questo scritto sarà il più grande dei misteri d'Italia: perché, pur scrivendo per centoventiquattro giornali, ho un solo lettore capace di leggere un mio pezzo fino in fondo.
Eppure, al mio primo capoverso, essi sono un'enormità: tutti coloro che mi stimano come un grande e competente giornalista (pare siano addirittura in dodici), il direttore del giornale che mi ospita, l'amica suor Erminia Stanislao, direttrice dell'orfanotrofio di Mondovì. "Leggere un tuo pezzo - ama ripetermi - è l'unico sistema per addormentare istantaneamente gli ottantaquattro pargoli dell'istituto".
Al mio secondo capoverso la maggior parte dei lettori ha abbandonato e sfoglia furiosamente il giornale cercando le pagine sportive. Mai capita tutta questa passione per il calcio. Tanto più che un Del Piero ospite a "Porta a porta" mi costa cinquecento bigliettoni: un generale coi carrarmatini o un criminologo col plastico mi vengono gratis, non dicono parimenti un cazzo e mi fanno l'identico share.
Al terzo capoverso restano tre lettori. Sono i redattori del Guinness del Primati, che per l'edizione speciale "Millennium" mi hanno candidato all'Oscar: hanno setacciato dodicimila miei articoli, tremila trasmissioni, settecento istant book. E ancora non hanno trovato lo straccio di un'idea!
Ma è al quarto capoverso che resta un solo lettore: io. É forse per questo che le mie parole si fanno più raccolte, intime, personali. A volte butto giù una nota di colore, a volte una nota per la spesa: Nutella, formaggini, Ringo Boys... Così non dimentico nulla, pur preso da mille impegni.
Ma forse, cari amici, a pensarci bene la questione iniziale va rovesciata. Lo strano non è ch'io non abbia nemmanco un lettore pur scrivendo per centoventiquattro giornali. Lo strano è che ancora mi permettano di scrivere per centoventiquattro giornali senza lo straccio di un lettore.
Misteri d'Italia: neanche quel rompitasche di Gianni Baget Bozzo, con tutta la sua boria, sa arrivare a tanto.
(m.r.)
pennarossa.it ©2003
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