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Contenuti:
umorismo 0%
tristezza 50%
tossicità 50%
Intervistati su Rai Tre, alcuni cittadini di Chioggia giustificano i pescatori arrestati per aver raccolto e venduto vongole fuorilegge perché devono pur lavorare anche loro.
Un esempio di questa mentalità lavevamo già avuto con il caso del Petrolchimico di Mestre, quando gli operai si opposero alla chiusura dello stabilimento (prendendo a pugni gli ambientalisti) nonostante decine e decine dei loro stessi colleghi e amici si fossero, nel corso degli anni, ammalati fino a morire a causa dei veleni di quel mostro.
La differenza è che al Petrolchimico, nel nome del lavoro, i lavoratori difendono lassurdo diritto di uccidersi. Nella storia di Chioggia si va oltre, difendendo il diritto di uccidere gli altri, cioè chi compera vongole credendole buone e non raccolte sotto agli scarichi industriali.
É lultimo gradino di una escalation allucinante. Nel nome del lavoro da decenni è considerato giusto evadere le tasse e non pagare il giusto le persone (altrimenti lo Stato li costringe a chiudere, poveretti). Il Petrolchimico ci ha mostrato che è giusto anche farsi ammazzare per portare a casa lo stipendio. Oggi le vongole ci insegnano che è giusto anche ammazzare gli altri: basta aver fatto le proprie brave dieci ore al giorno.
Almeno lo scrivessero sulla confezione: Vongole di scarico industriale. O così, o perdiamo il lavoro. Gli stessi che esprimono solidarietà a voce rischierebbero certamente la vita per dimmostrarla anche sul campo.
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